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Innovazione
Alta Formazione Stoà: i top manager formati a Ercolano tutor dei nuovi allievi

Nel trentennale dalla nascita, Stoà rilancia la sua offerta di Alta Formazione. La rilancia con un master in Direzione e gestione d'impresa, un altro ancora in gestione delle Risorse umane (entrambi accreditati Asfor),  un corso di Alta Formazione universitario in Public Management, Focus Executive Master in Business Administration. L’Istituto di Studi per la Direzione e Gestione di Impresa, guidato da Enrico Cardillo, conferma così il suo ruolo di leadership nel panorama italiano dell’Alta Formazione come dimostrano i 2600 diplomati, molti dei quali oggi manager di successo in importanti aziende italiane e internazionali, e un placement superiore all’85 per cento.

In particolare il Master in Direzione e Gestione di Impresa  (realizzato in forma congiunta con l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli), ha l’obiettivo di completare e specializzare la preparazione fornita dagli studi universitari per orientarla incisivamente verso le esigenze e i compiti propri delle funzioni strategiche d’impresa.

Il Master in Gestione delle Risorse Umane Impresa offre a giovani laureati di diverse provenienze disciplinari l'opportunità di inserirsi con successo nell'ambito delle direzioni del personale, della consulenza HR e dei servizi alle imprese.

A rafforzare l’asse tra Stoà e successo professionale, i top manager formati in questi trent’anni saranno i tutor dei prossimi allievi dell’Istituto con il ruolo di “accompagnatori” verso il mondo del lavoro. Qualche nome sugli altri: Maximo Ibarra (ceo Sky Italia), Angelo Trocchia (ceo Safilo), Maurizio Patarnello (ceo&Chairman Nestle Waters), Rossella Gangi (direttore Risorse umane Wind3).

L’annuncio dei nuovi Master è avvenuto oggi alla presenza di testimonial d’eccezione come il fondatore Romano Prodi, all’epoca a capo dell’Iri, e del primo presidente Tiziano Treu. Accanto a loro e all’ad Cardillo, nella cornice di Villa Campolieto, l’attuale presidente Paolo Scudieri.

“Dopo trent’anni l’intuizione dell’Iri di fondare una Scuola di management nel Mezzogiorno è ancora pienamente valida”, ha sottolineato Romano Prodi, che da presidente dell’Iri diede vita a Stoà’ . “Lo dimostrano i tantissimi manager formati qui e che hanno fatto il successo di aziende italiane e internazionali”. A sua volta, Tiziano Treu, primo presidente dell’organismo, ha affermato  come “in un mondo sempre più globalizzato e in continua evoluzione solo il possesso di competenze innovative e skills digitali può consentire alle imprese e alla Pubblica amministrazione di colmare il gap tra Mezzogiorno ed Europa. E’ questo il vero investimento sul quale devono oggi puntare i giovani”.

Sulla stessa scia, Scudieri ha rilevato la necessità “sia le amministrazione pubbliche che i privati di promuovere una moderna ed efficace Alta Formazione, sostenendo percorsi di eccellenza manageriale. La formazione deve dare risposte ai nuovi paradigmi dell’economia”.

Infine, Cardillo: “La nostra storia, lunga trenta anni dimostra la lungimiranza di Romano Prodi e Tiziano Treu quando decisero di impegnarsi nella nascita della Scuola per creare nel Mezzogiorno una polis della cultura manageriale valorizzando talenti e dando loro prospettive di successo sul mercato del lavoro”.

Intervenendo in collegamento video, Enrico Letta, direttore della Scuola di Affari internazionali dell’Istituto di Studi Politici di Parigi e Consigliere di Stoà, ha sostenuto: “Oggi ci troviamo a riflettere su un tema, quello della formazione della classe dirigente del Mezzogiorno, forse in una situazione simile, se non peggiore rispetto a trenta anni fa. L’esodo dei giovani dal Sud, allora verso il Nord del Paese, oggi è un esodo globale. Guardiamo a Stoà  in questa prospettiva per invertire questo trend”.

 

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