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La lente d’ingrandimento della Vigilanza su alcune bcc

Quello in programma oggi a Roma è il quarto appuntamento (forse l’ultimo) di una per certi versi grottesca e discutibile iniziativa portata avanti, nel settore delle banche di credito cooperativo, da Paolo Grignaschi, neo-dirigente nazionale della First Cisl, un sindacato bancario. Ma chi è Paolo Grignaschi? Dopo aver trascorso una vita al vertice delle bcc (rappresentava nel Lazio, Umbria e Sardegna gli interessi di quelle banche contro i lavoratori), Grignaschi da alcuni mesi è passato sul fronte sindacale, diventando, appunto, responsabile First Cisl per le relazioni sindacali con Federcasse, l’associazione datoriale delle bcc.

Per oltre 10 anni direttore generale della Federazione Lazio-Umbria-Sardegna (una costola di Federcasse), adesso Grignaschi, 60 anni compiuti e vicino al traguardo della pensione, sta cercando una dimensione alternativa. Qualcuno sostiene che sia andato in rotta di collisione con l’amministratore delegato della holding Iccrea, Mauro Pastore, e che il sindacato sia stato una sorta di ripiego per una carriera non chiusa secondo gli auspici.

Fatto sta, spiega una fonte bancaria, che i lavoratori del credito di quelle tre regioni lo ricordano soprattutto perché disapplicò, più volte, sia il contratto nazionale di lavoro sia gli accordi aziendali: mise i bastoni fra le ruote per non riconoscere sia i sostegni alla famiglia pari a 200 euro sia i premi previsti per le promozioni scolastiche dei figli dei dipendenti. Ed è riuscito a stoppare anche gli aumenti di stipendio ai quadri direttivi di terzo livello, introdotti col rinnovo del ccnl del 2019: incrementi retributivi di circa 3.000 euro annui che non sono stati mai erogati ai lavoratori delle bcc di Lazio, Umbria e Sardegna. Insomma, da sempre Grignaschi ha fatto gli interessi delle banche, mai quelli dei lavoratori. Ma ora, folgorato sulla via di Damasco, si è impegnato con la First Cisl, a garantire iscritti a un sindacato che nel settore bancario ne ha persi migliaia.

Torniamo ai dibattiti pubblici della First Cisl: il titolo è sempre lo stesso ovvero “Credito cooperativo tra Europa e coesione territoriale”. I primi tre eventi si sono svolti in Emilia-Romagna il 23 aprile, il secondo in Campania il 4 maggio e il terzo in Calabria il 6 maggio: in tutti gli appuntamenti è prevista la presenza di alcuni esponenti territoriali delle stesse bcc. Incontri nei quali si porta avanti – ecco l’aspetto grottesco e discutibile rimarcano le fonti – una tesi che va a sbattere clamorosamente con quanto deciso dalla Banca centrale europea e dalla Banca d’Italia.

I vertici delle bcc, si sostiene nei convegni della First Cisl, devono prendere una posizione rigida contro le decisioni della Bce e della stessa Banca d’Italia. Insomma, mentre la Bce chiede di arrivare a una drastica razionalizzazione del credito cooperativo e mentre, più volte, anche pubblicamente, Iccrea ha proposto la creazione di un unico grande gruppo bancario, sul territorio è in corso una mini-rivolta che fino a oggi ha prodotto soltanto la reazione di un gruppetto inesistente dei rappresentanti di alcune bcc che intendono mettersi contro le decisioni di Bce e Bankitalia. Chiaramente, precisano le fonti, non è una “nuova resistenza bancaria”: è evidente che si tratta di una farsa e che certe idee hanno vita breve.

Tuttavia, c’è da chiedersi quale sia il parere, in relazione a questi pochi e curiosi dibattiti su alcuni territori, dei due più alti esponenti del credito cooperativo, cioè Mauro Pastore, direttore generale di Iccrea, che più volte ha proposto la creazione di un gruppo unico, e lo stesso Mario Sartori, amministratore delegato di Cassa centrale banca, in quanto anche alcuni partecipanti a questo convegno fanno parte del suo gruppo. Pastore e Sartori hanno frequenti interlocuzioni con la Bce e sanno benissimo che a Francoforte viene monitorato tutto quello che avviene in Italia anche a livello locale, soprattutto con le rassegne stampa, grazie alle quali si passa ai raggi X qualsiasi notizia e articolo. E agli sceriffi della Bce non saranno sfuggiti nemmeno questi incontri targati First Cisl, che ha coinvolto alcuni esponenti di piccole bcc del territorio. 

Pure questo articolo finirà sotto la lente. I quali si faranno dare anche l’elenco di tutti i partecipanti. Il 23 maggio, per esempio, c’erano: Andrea Alpi (Bcc Felsinea), Gianluca Ceroni (Bcc Ravennate, Forlivese e Imolese), Gianluca Conti (Bcc Riviera) e Daniele Ravaglia (Bcc Emilbanca). Il 4 maggio, poi, hanno parlato Angelo De Luca (Bcc Buonabitacolo), Fausto Salvati (Bcc Campania Centro), Federico Cono (Bcc Montepruno), Giancarlo Manzi (Bcc Capaccio Paestum) e poi anche Francesco Vildacci (distretto Iccrea Salerno).

Al terzo evento hanno partecipato: Cosimo Puglia (Bcc Crotonose), Fabio D’Orefice (Bcc Vibonese), Mario Luca Corbo (Bcc Cittanova) e Pasquale Giustiniani (Bcc Mediocrati). All’appuntamento di oggi, infine, sono attesi Maurizio Capogrossi (Bcc Colli Albani), Rocco Masullo (Bcc Nettuno), Gianluca Nera (Bcc Bellegra), Giulio Pizzi (Bcc Lazio Nord). Gli addetti ai lavori attendono di conoscere la posizione e le decisioni a riguardo di Pastore e Sartori.

Le lavoratrici e i lavoratori delle banche di credito cooperativo sanno bene di quali organizzazioni sindacali possono fidarsi e altrettanto bene conoscono le motivazioni e gli interessi di certi personaggi che per anni hanno remato contro gli interessi della categoria. Intanto, gli osservatori ricordano che le nuove norme sulla governance del credito attribuiscono alla Vigilanza (Bce e Bankitalia) il potere di rimuovere immediatamente, senza molte spiegazioni, i vertici sia delle piccole banche locali sia dei grandi gruppi bancari. E questi ultimi, se non dovessero intervenire richiamando all’ordine quei rappresentanti delle bcc locali, correrebbero il rischio di dover dare immediate spiegazioni a Bce e Bankitalia. Seguiremo la vicenda da vicino e siamo disponibili anche a ricevere il parere dei diretti interessati che pubblicheremo.

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