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La Piazza 2026, a Ceglie Messapica il primo raduno nazionale delle forze politiche giovanili. Il dibattito in masseria

Il futuro della politica passa dai giovani: il confronto con tutti i rappresentanti dei partiti nazionali

La Piazza 2026, a Ceglie Messapica il primo raduno nazionale delle forze politiche giovanili. Il dibattito in masseria

La Piazza 2026, il primo raduno nazionale delle forze politiche giovanili
Per la prima volta i giovani di tutte le forze politiche italiane si ritrovano insieme a Ceglie Messapica per confrontarsi sui grandi temi e sul futuro del Paese. Nell’ambito della nona edizione de La Piazza – Il Bene Comune, la kermesse politico-economica organizzata da Affaritaliani e dall’Associazione La Piazza, in programma dal 27 al 29 agosto, la Masseria Grieco ospita il primo raduno nazionale di tutte le forze politiche giovanili.
Inizio diretta: 28/08/26 09:00
Fine diretta: 28/08/26 13:00
La proposta che ha ricevuto più voti

Dopo una breve discussione le proposte che hanno ricevuto più voti sono state quella di FdI, votata anche dal Partito democratico, e quella del Pd votata da Azione e Iv.

L'intervento di Federica Balba, referente giovani Sicilia M5S

Federica Balba, referente giovani M5S in Sicilia, ha presentato una proposta sul tema dei tirocini e della formazione: «Ci chiedono di essere formati: tirocini e stage non retribuiti, dottorati con compensi insufficienti, scuole di specializzazione con sostegno esiguo. Sono anni di formazione che hanno costi di trasporto, spese quotidiane e nessun contributo dal punto di vista previdenziale».

La proposta prevede che «per i tirocini extracurriculari vengano garantiti dei principi fondamentali: un’indennità congrua che riconosca il tempo e l’impegno del tirocinante, il rimborso obbligatorio delle spese per sostenere le famiglie che non possono mantenere gli studi e un patto formativo contrattualizzato, nel quale siano indicati» gli impegni e le condizioni del percorso. «Vogliamo migliorare la vita dei tirocinanti».

L'intervento di Filippo Ricco (Azione)

Filippo Ricco, per Azione, ha presentato una proposta che punta a rispondere a due esigenze: «Calmierare il disequilibrio tra chi lavora e chi percepisce la pensione, ma anche invogliare i giovani a fare figli, nella consapevolezza che la prole riceverà un trattamento previdenziale».

La proposta prevede «l’istituzione di un fondo azionario gestito dallo Stato, in cui lo Stato versa 10 euro al mese per ogni nascituro, a patto che la famiglia d’origine versi la stessa cifra». Il fondo avrebbe un tasso di interesse del 7% e una proiezione sui 25 anni: «Il beneficiario, al 25esimo anno di età, si ritroverebbe circa 16.900 euro».

A quel punto, il beneficiario potrebbe scegliere come utilizzare la somma: «Può dirottare questa somma su un fondo previdenziale oppure farla transitare, anche nel privato, fino ad arrivare all’età pensionabile. Il beneficiario potrà scegliere se far transitare le somme su un rapporto previdenziale complementare, che integrerà la pensione, oppure farle transitare direttamente sull’Inps o sugli enti previdenziali, anticipando l’età pensionabile».

L'intervento di Corvino (Verdi)

Corvino, dei Verdi, ha presentato la proposta «Emancipazione», pensata in un duplice senso: “Nel senso di emancipazione delle aree interne rispetto alla grande città”. La proposta punta a intervenire sulle politiche di ripopolamento delle aree interne, affrontando il diritto all’abitare e il sostegno alle famiglie, ma anche il problema dello spopolamento. “Cosa proponiamo? Una legge per il diritto d’uso delle aree abbandonate, a livello di edifici e aree agricole e boschive. Si parte da un censimento delle aree, con bandi pubblici per l’assegnazione e criteri di preferenza per gli under 40 e per le associazioni no profit. L’assegnazione sarà temporanea e prevede un canone di affido: una parte di questo canone andrà al proprietario del terreno o dell’edificio abbandonato”.  La proposta prevede inoltre «un sistema di incentivi per i lavoratori che lavorano stabilmente nelle grandi città», con l’obiettivo di favorire il ripopolamento e il ritorno a vivere nelle aree interne.

L'intervento di Christian Colombo, segretario sezione di Rho e coordinatore provinciale dei giovani Lega di Milano Ovest/Area Ticino

La Lega ha presentato una proposta volta a istituire i «Livelli di equità generazionale e di autonomia», con l’obiettivo di intervenire su due fronti. Il primo riguarda un «Fondo Futuro Giovani» copartecipato, mentre il secondo punta a utilizzare i risparmi derivanti dalla riduzione degli interessi sul debito per finanziare interventi strutturali a favore delle nuove generazioni. La proposta interviene anche sul tema dell’accesso ai concorsi, in particolare nella Pubblica amministrazione: “Abbiamo ragionato anche sul problema dell’accesso ai concorsi, soprattutto della PA. Vogliamo introdurre delle riserve per i giovani tra i 18 e i 35 anni, dando priorità a chi ha acquisito un diploma o una laurea”.

L'intervento della delegazione di Italia Viva

Italia Viva ha presentato la maxi-proposta «Liberi di restare», articolata in quattro punti per garantire ai giovani la possibilità di costruire una carriera in Italia e, per chi è andato all’estero, di tornare nel Paese senza rinunciare a prospettive lavorative. Il primo punto è la «Star Tax», con un abbassamento delle tasse per i giovani: “Oggi un giovane paga le stesse tasse di una persona che ha già comprato una casa a 60 anni. Noi proponiamo aliquote fisse Irpef del 10% per gli under 30 e del 10% per gli under 40”. Il secondo riguarda i tirocini curriculari ed extracurricolari: “Abolire e dare una nuova veste di regolamentazione”. Il terzo punto è il rientro dei cervelli in Italia, garantendo “un salario di ingresso all’altezza del costo della vita”. Infine, il tema dell’università: “L’Italia è tra i Paesi con meno laureati, ma la possibilità o meno di laurearsi non deve dipendere dal conto in banca”.

L'intervento di Francesco Mancini, vice regionale FIG Puglia di Forza Italia

Francesco Mancini, vicecoordinatore regionale di Forza Italia in Puglia, ha presentato una proposta sul tema delle borse di studio: “Ci è capitato di ricevere borse di studio per merito o Isee, ma le Regioni esaurivano i fondi. La nostra idea, che porteremo alla ministra Bernini, è introdurre un fondo che attinga dalle Regioni che riescono a coprire il 100% delle richieste e ridistribuisca le risorse a quelle che non riescono a coprirle. Il diritto allo studio è su base regionale, ma deve essere nazionale. Uno studente, per studiare, non deve scegliere Milano, Puglia o Calabria in base alla ragione di reddito e di soldi, ma deve poter scegliere la facoltà e seguire le proprie inclinazioni personali, senza trascurare il merito, che deve essere alla base. Il diritto allo studio non ha colore politico”.

L'intervento di Filippo Giomini, vice segretario nazionale Pd

Filippo Gemini, per il Partito Democratico, ha presentato la proposta «Destinazione mare»: “La situazione degli stabilimenti balneari è insostenibile, con prezzi fuori controllo. Bisogna avere il coraggio di fare ciò che va fatto: mettere a bando le concessioni attraverso appalti. Il mare è di tutti e il 50% deve essere libero, mentre l’altro 50% può andare a gara, ma attraverso dei canoni. L’Italia riceve 120 milioni di euro da un settore che fattura 15 miliardi di euro l’anno: sono risorse che possiamo utilizzare per tutelare le nostre coste”.  “Non esiste più la costa da Messina a Catania e sono effetti del cambiamento climatico. Prendiamoli da qui, tra i profitti delle nostre spiagge. Siamo inoltre per l’abolizione di un contratto firmato da sindacati privati dei balneari e per l’applicazione del contratto del turismo”.

Le proposte politiche partito per partito. L'intervento di Davide Picci, Dirigente Provinciale Gioventù Nazionale Bari (FdI)

Per Fratelli d’Italia il tema scelto è quello degli affitti universitari, a partire dal terzo comma dell’articolo 34 della Costituzione: “È un principio fondamentale: chi merita ha diritto, anche senza mezzi, a raggiungere il livello più alto possibile dei propri studi. È un principio cardine dello Stato italiano”. La proposta parte da quanto già fatto dal governo Meloni: “Lo abbiamo fatto partendo da ciò che è stato già fatto. Il governo Meloni ha approvato il Piano Casa, ma abbiamo voluto fare di più: l’abbassamento della cedolare secca dal 21 al 10%. Lo Stato vicino a chi fa impresa può andare avanti e i centristi saranno d’accordo con noi”.

La seconda parte della proposta riguarda invece i criteri per la determinazione dei canoni: “La prima proposta non ha senso di esistere senza la seconda. Deve esserci una riformulazione dei criteri fatti a livello comunale per fissare le fasce di prezzo degli affitti. Il primo criterio è la zona in cui viene locato l’immobile, poi i servizi offerti e poi le fasce Isee. Lo Stato deve essere vicino a chi merita. Noi crediamo nel merito”.

Giorgino: "La politica oggi coincide sempre più con la comunicazione"

Spazio poi a Francesco Giorgino, direttore Rai Ufficio Studi e docente del Master Luiss di II livello in Comunicazione e Marketing, che ha definito quella di Marcello Antelmi un’”operazione coraggiosa e necessaria”, soffermandosi sul rapporto tra politica e comunicazione e sulla necessità di recuperare il significato più profondo dell’agire politico. “Partiamo da un dato di fatto. C’è, purtroppo, una percezione negativa della politica nella sfera pubblica mediata, per dirla con un sociologo di nome Thompson. Partiamo da un’operazione di matrice semantica: cosa vuol dire politica? La lingua italiana non ci aiuta nelle sfumature. Gli anglosassoni invece utilizzano tre termini differenti: politics, polity, policy. La policy richiama l’essenza stessa della politica: la capacità di programmazione, di deliberazione e la capacità di valutazione degli effetti”, ha detto Giorgino.

E ancora: “Far politica significa non solo avere idee che cambiano la società, ma anche farsi carico degli effetti di quell’agire deliberativo. È uno schema che viene messo in discussione dall’intreccio che nel corso dei decenni si è sviluppato tra due ambiti che sono destinati a intersecarsi: l’ambito della politica, nella triplice accezione, e l’ambito della comunicazione. Siamo passati dalla comunicazione che diventa politica alla politica che diventa comunicazione”.

Nello specifico, è nel passaggio dal XX al XXI secolo che la politica ha coinciso con la comunicazione: “Nel secolo che viviamo c’è un’equazione tra agire deliberativo e agire comunicativo. Solo ciò che è notiziabile sposta il baricentro dalle priorità, così come vengono individuate dalle variabili di sistema”. Poi l’invito finale rivolto alle delegazioni: “Recuperare il senso della politica, capire cosa vuol dire fare politica nella società postmoderna”.

I saluti del direttore di Affaritaliani Marco Scotti

“Grazie a tutti voi. Qui in mezzo c’è il prossimo presidente del Consiglio. Tutti questi giovani, così appassionati, interessati… Abbiamo pensato fosse la cosa più notiziabile di tutte le attività che svolgeremo a La Piazza. Qui si misura quello che è il futuro e le nuove tendenze, dobbiamo capire le esigenze per il futuro. Siamo il primo quotidiano online nato in Italia, ogni giorno ci aggiorniamo sulle istanze del futuro e voi vivete il presente con l’occhio del futuro. Grazie”.

I saluti dell'editore di Affaritaliani Marcello Antelmi

“Grazie e benvenuti a tutti. Come dicono ad Oxford, bravi, bravi, bravissimi. Abbiamo raggiunto il primo obiettivo vero, sia per La Piazza sia per Affaritaliani: essere un veicolo per voi. Realmente sono emozionato a vedervi così, da tutta Italia, nonostante il caldo, con spirito di adattamento. La promessa è che il prossimo raduno sarà ancora più bello. Siamo la redazione più giovane d’Italia. Voi siete il futuro vero dell’Italia”.