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Lavoro
LAVORO NERO, IL PRIMATO DEL MEZZOGIORNO
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Tutte le speranze riposte nel Jobs Act servono ad augurarsi una ripresa dell'occupazione e dell'economia, ma anche un lavoro più regolare. Il nuovo regime sanzionatorio e, in particolare, la maxisanzione per lavoro nero prevista per le imprese, dovrebbero produrre qualche effetto sui circa 2 milioni di lavoratori che oggi sono sconosciuti alle autorità pubbliche.

Nei primi sei mesi del 2015, infatti, secondo uno studio effettuato dalla Fondazione Studi, su quasi 107 mila imprese ispezionate dal Ministero del Lavoro, dall'Inps e dall'Inail, ben 32 mila lavoratori sono risultati totalmente irregolari.

E leggendo i dati Istat si scoprono, poi, i due volti dell'irregolarità. Nelle regioni industriali del Nord-Ovest e delle piccole imprese del Nord-Est, il lavoro nero è addirittura calato rispettivamente del 3% e del 2%; nelle regioni centrali è diminuito dell'1%; mentre nel Mezzogiorno è cresciuto del 13%, nel periodo compreso fra il 2008 e il 2012, registrando 2.300.000 lavoratori irregolari, di cui il 54,6% nel lavoro domestico e il 22% in agricoltura.

   

 

 

 

 

 

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