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Aumentano gli infortuni sul lavoro nel Lazio: il caldo influisce, ma può davvero spiegare tutto?

Nei primi sette mesi del 2026 le denunce sono aumentate del 7,7% nella regione e dell’8,1% a Roma: le temperature estreme possono aver aggravato il fenomeno, ma i dati raccontano una situazione che ha avuto inizio prima dell’estate

Aumentano gli infortuni sul lavoro nel Lazio: il caldo influisce, ma può davvero spiegare tutto?

Il caldo di questa estate sembra non aver fatto altro che aggravare una situazione che, già nei mesi scorsi, presentava alcuni segni di peggioramento. Nonostante i provvedimenti istituzionali per garantire maggior tutela e prevenzione, nel Lazio gli infortuni sul lavoro continuano ad aumentare e spesso persino in quei comparti che normalmente non vengono associati ai rischi maggiori. Stando ai nuovi dati elaborati dalla Cgil di Roma e del Lazio sulla base delle rilevazioni Inail aggiornate al 31 luglio e rese pubbliche soltanto negli ultimi giorni, nei primi sette mesi del 2026 si sono infatti registrate ben 27.576 denunce, un aumento del 7,7 % rispetto allo stesso periodo del 2025 e una percentuale ben più alta della media nazionale, che si attesta al 5,3%. Senza contare che solamente a luglio 2026 si è registrato un + 6,7% rispetto a luglio 2025 e che nella città di Roma l’incremento è stato più marcato, con 21.917 segnalazioni contro le 20.284 dell’anno precedente (+ 8,1%)

Insomma, un quadro che appare problematico e al quale, forse, bisognerebbe cercare soluzioni più efficaci. Le elevate temperature avranno senza ombra di dubbio inciso, ma è possibile che siano la sola ed unica causa?

Gli infortuni erano in aumento già prima dell’estate

Le statistiche Inail e Cgil diffuse tra fine giugno e inizio luglio, e relative alla prima parte dell’anno, avevano comunque evidenziato una crescita degli infortuni, riportando l’attenzione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Il clima anomalo, poi, ha indubbiamente influito, ma il fenomeno era già in atto. Nel corso dell’estate, infatti, la Regione Lazio aveva firmato un’integrazione all’ordinanza pubblicata a maggio, in base alla quale si vietava, nelle giornate da bollino, il lavoro in condizioni di prolungata esposizione al sole nella fascia oraria compresa tra le 12.30 e le 16:00 in diversi settori, dall’agricoltura all’edilizia, passando per i cantieri stradali, le attività di logistica e le consegne urbane. La misura rimarrà in vigore fino al prossimo 15 settembre, ma il problema, purtroppo, potrebbe rimanere.

Aumentano gli infortuni sul lavoro nel Lazio: il caldo influisce, ma può davvero spiegare tutto?
Il caldo può rendere più difficile lavorare in sicurezza, soprattutto nelle giornate più estreme, ma le elevate temperature sembrano non riuscire a spiegare da sole l’aumento degli infortuni iniziato già prima dell’estate

Gli incidenti, del resto, non riguardano esclusivamente chi svolge un’attività professionale o una mansione all’aperto. Il comparto che registra più denunce, ad esempio, è quello del trasporto e magazzinaggio con 1.846 casi nei primi sette mesi, il 7,9% in più rispetto al 2025. Seguono sanità e assistenza sociale, con 1.799 denunce (+5,3%), commercio con 1.435 (+5%) e costruzioni con 1.343 (+3,6%). Le attività artistiche, sportive e di intrattenimento, invece, segnano un +41,4%, quelle professionali, scientifiche e tecniche +18%; nell’amministrazione pubblica e difesa +9,8%, e infine, nei servizi di informazione e comunicazione +8,8%. Certo, non significa che questi siano divenuti all’improvviso i lavori più pericolosi, ma sottolineano come l’infortunio non sia naturalmente collegato ad un solo tipo di mestiere.

I giovani e gli anziani tra le fasce in cui aumentano gli infortuni

Per di più, pare che i giovani stiano diventando una parte sempre più consistente di coloro che subiscono o riportano infortuni. Tra i 15 e i 34 anni le denunce sono passate da 7.406 a 8.124, con un aumento del 9,7%. La loro quota sul totale regionale è salita dal 28,9% al 29,5%. La Cgil collega questo dato anche ai PCTO, l’ex alternanza scuola-lavoro, e richiama sulla sicurezza negli ambienti scolastici. Allo stesso modo, in precedenza erano aumentate anche le denunce tra i lavoratori più anziani, in particolare nella fascia 60-64 anni, dove la crescita è stata del 10,2%, mentre tra i 65 e i 69 anni del 17,3%. Percentuali che evidenziano l’importanza di fare più formazione, prevenzione, attenzione alle condizioni di lavoro, all’organizzazione dei turni, ai tempi e alle modalità di svolgimento delle varie mansioni.

Il sindacato insisterebbe sul rapporto tra l’aumento degli infortuni e il caldo estremo. È indubbio che tra maggio e agosto si siano registrate 77 giornate classificate ad alto rischio nella Capitale, 70 a Latina, 64 a Frosinone, 50 a Viterbo e 49 a Rieti, difficili specialmente per i lavoratori esposti al calore. Tuttavia, la situazione generale sembrerebbe suggerire che ci sia dell’altro. In fondo, l’aumento c’era stato prima dell’estate e in ambiti piuttosto differenti fra loro, in relazione a diverse fasce d’età. Perciò, una volta terminata la bella stagione, con ogni probabilità, si farebbe bene a non considerare chiusa la questione.