Di Francesco Bricolo
Qualche giorno fa in macchina ascoltavo Melog, la trasmissione radiofonica che Gianluca Nicoletti conduce su Radio 24. Il tema era Le cinquanta sfumature del grigio e il suo successo editoriale come libro e al botteghino come film. La considerazione di Gianluca Nicoletti non faceva una piega. Il grande successo del ticket libro&film pone di fatto la trilogia di Erika Leonard James come un fenomeno di costume che merita di essere commentato e siccome a leggere, almeno in Italia, sono le donne, al centro del dibattito s’è posto proprio questo tema. La storia del libro è nota. Una ragazza giovane firma un contratto con un miliardario accettando di fare sesso in tutte le maniere che lui gli chiede e la domanda che segue è in qualche modo lapalissiana. Perché una donna arrivare a fare una scelta di questo genere? Vien da sé che l’immagine della donna che si sottomette all’uomo è molto forte nella trilogia di Erika Leonard James e, come era facile prevedere, da subito sono arrivate telefonate in cui donno di sono fortemente opposte a questa immagine di donna sottomessa e s’è scatenata una piccola bagarre il cui punto focale era dettato da io no.
Questo io no, ha avuto fin da subito un punto di discrimine posto con orgoglio. Donne che affermavano di non aver letto la trilogia e di conoscere tante amiche che non l’hanno letta, come a dire che non è vero che tutte le donne l’hanno letta e che esiste un gruppo di donne che si chiama fuori dal gruppo delle lettrici della trilogia.
In quei giorni ero impegnato a scrivere il pezzo su American Sniper, e mi sono ripromesso che appena avrei terminato la stesura di quell’articolo mi sarei dedicato alla trilogia di Erika Leonard James partendo proprio dal punto che era stato posto nella trasmissione di Gianluca Nicoletti. Mi piaceva l’idea di perlustrare, seppur solo per cenni, quell’io no perché in qualche maniera l’ho vissuto anche io che sono uomo.
Devo ammettere, in effetti, che mi sono avvicinato con prudenza alla trilogia delle cinquanta sfumature perché avevo come la sensazione di sporcarmi, di entrare nel gruppo delle persone superficiali e in qualche modo banali che leggono libri stupidi. Così una sera ho scaricato solo l’estratto che ho letto d’un fiato. Mi son detto, allora provo, e con one-click ho comprato l’intero libro che non sono riuscito a finire. Da Erika Leonard James sono poi passato a Dan Brown con Inferno sperando di avere più fortuna e anche quello non l’ho finito. Ma con Dan Brown non ho avuto la sensazione che ho avuto con Erika Leonard James. Parlatene male ma parlatene, recita un vecchio adagio di successo. Ma non è questa la strada che voglio prendere in questa mia breve riflessione. Tenendo fede all’intuizione iniziale sollecitata dalla discussione con le ascoltatrici che Gianluca Nicoletti ha sostenuto quel giorno proviamo a chiudere una pista ed aprirne un’altra.
Leggere quella trilogia e guardare quel film è assolutamente legittimo, come è legittimo scegliere di non leggere i libri e non guardare il film. Questa considerazione chiude la nostra chiacchierata. Vorrei provare a ragionare sui possibili significati che sottendono alle due scelte opposte e legittime. Esiste, infatti, un primo e principale significato che si svolge attorno a quel io no/io sì ed è una sorta di superiorità morale del gruppo dei no sui sì. Immagino bene che queste mie parole possano suscitare un vespaio di specifiche che iniziano tutte con io non mi permetterei mai di giudicare… e potrei io stesso usare questa frase. Lasciatemi per cortesia portare a termine il ragionamento. Anch’io come maschio e come uomo ho combattuto contro la sensazione di sporcarmi per il solo fatto di leggere quella trilogia. Dunque è uno schema che mi appartiene in qualche maniera. Non è solito per me scaricare prima gli estratti e poi comprare il libro. Se come abbiamo detto, tutte e due le scelte, io no/io sì, sono assolutamente legittime e rispettabili, non c’è dubbio che il gruppo del io no porti in sé il bisogno negato di distinguersi dal gruppo dell’ io sì che sembra portarsi addosso una sorta di lettera scarlatta.








