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Libri & Editori
Dpcm, le librerie "risorse primarie". Aperte anche nelle zone rosse

Feltrinelli: 'Bene librerie aperte, sono risorse primarie'

"Accogliamo con piacere la decisione del Governo di tenere aperte le librerie, pur nel momento di difficoltà che il Paese sta affrontando nella gestione della pandemia. Le librerie sono risorse primarie che contribuiscono a fornire conforto ed evasione e svolgono un ruolo sociale imprescindibile". Lo ha affermato Alberto Rivolta, a.d. di Librerie Feltrinelli, in merito alla decisione del governo di mantenere aperte le librerie anche nelle 'zone rosse'. "Il mondo del libro - dichiara in una nota - ha dimostrato già durante il primo lockdown una resilienza e una duttilità a reagire con forza al cambiamento di questi mesi e sono sicuro che non si tirerà indietro nel farlo nuovamente".

Libri, Ali e Aie: 'Bene apertura librerie nelle zone rosse'

“I libri sono beni essenziali e, soprattutto in un momento come questo, aiutano gli italiani a superare la solitudine e le difficoltà legate alle limitazioni della libera circolazione e della socialità: ringraziamo il Governo per aver tenuto conto dei nostri appelli, consentendo l’apertura delle librerie anche nelle zone rosse, e in particolare il ministro Dario Franceschini sempre attento alle esigenze del mondo del libro”. Lo dichiarano il presidente dei librai (Ali Confcommercio) Paolo Ambrosini e il presidente  dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levi nel giorno in cui il governo vara il nuovo Dpcm per la lotta al Coronavirus.

“Ogni libreria si impegnerà per garantire la massima sicurezza all’interno degli esercizi,  così come è avvenuto nei mesi scorsi, perché la salute rimane la prima cosa da tutelare: controllo degli accessi, igienizzazione degli scaffali, uso dei mezzi di protezione personale rimangono essenziali”.  

“Con la decisione di oggi – continuano Ambrosini e Levi – si sostengono le librerie che stanno subendo una continua erosione di quote di mercato da parte degli store online, un disequilibrio che mette a rischio non semplici negozi, ma presidi sociali e culturali essenziali per le nostre città e, più in generale, per la vita democratica del Paese e si rinnova la scelta dello scorso 14 aprile, confermando che quella fu una precisa scelta di politica culturale: l’Italia è cultura e la cultura e il libro possono essere il volano per la ripartenza del Paese”.

Salone del Libro: 'Librerie categorie essenziali'

"Le librerie - per il ruolo che svolgono all'interno delle nostre comunità - non possono non essere inserite nelle categorie considerate essenziali". Anche il Salone Internazionale del Libro di Torino fa sentire la propria voce, rivolgendo un appello al Governo Italiano e al Parlamento, affinché "nei limiti delle opportune misure di sicurezza nazionale" sia presa "in considerazione questa evidenza all’interno della pubblicazione dei prossimi Dpcm in uscita, come già espresso da diversi Editori e dalle Associazioni di Categoria del mondo del Libro tutte riunite".

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