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Dall’inferno si ritorna. La storia vera di Bibi a cinque anni in…

Dall’inferno si ritorna. La storia vera di Bibi a cinque anni in…
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«Tugire Ubumwe in Kinyarwanda significa “restiamo uniti”: questo insegniamo ai bambini nelle scuole elementari, per allontanare da loro ogni germe di odio, ogni futura velleità di genocidio. Loro avranno l’infanzia che a noi è stata negata, cresceranno insieme come un unico popolo.»

Il 7 aprile del 1994 in Ruanda comincia uno dei massacri più atroci della storia: il genocidio perpetrato dagli Hutu contro i Tutsi e gli Hutu moderati. L’ultimo genocidio del XX secolo.

In 101 giorni vengono assassinate 1 milione di persone, c’è un omicidio ogni 10 secondi, le violenze sono inenarrabili.

Il 13 aprile 1994 un gruppo armato Hutu entra in casa di Bibi, a Kigali.

Quando, molte ore dopo, Bibi si sveglia, non ricorda cosa è successo: ha solo il desiderio di bere succo di ananas e avverte un odore pungente nella stanza. Ha il braccio destro dilaniato, l’addome perforato dai proiettili, lesioni alla nuca e a un orecchio causate da calci. Sparsi nella stanza i cadaveri della mamma, del fratellino, della zia e dei cuginetti.

Bibi in quell’aprile del 1994 ha solo 5 anni.

Questa è la storia vera di una bambina che, sola, circondata unicamente da morte e desolazione, ma anche inaspettati gesti di coraggio e solidarietà, attraversa il Ruanda fino allo Zaire.

Un viaggio che viene intrapreso da 1 milione e 200.000 profughi come Bibi.

L’istinto di sopravvivenza la porta a iniziare un viaggio in cui impara che per salvarsi è necessario rispettare poche ma indispensabili regole:

  1. Mentire.
  2. Rinnegare la propria etnia.
  3. Imparare a memoria le cose da dire.
  4. Origliare.
  5. Camminare sempre dritti, verso Goma.
  6. Non parlare con i militari.
  7. Ragionare. Sempre: se rifletti, la soluzione arriva.

Nel suo viaggio infernale Bibi incontra anche uomini e donne che sanno aiutarla, da Mama Lucy a Suor Celeste, passando per le premurose cure di Joseph, Gerard e Astrelle. Ogni volta s’illude di aver trovato la salvezza e ogni volta è costretta a ricominciare, senza sapere cosa e chi incontrerà domani.

Oggi Bibi vive in Italia, ed è una giovane studentessa di medicina all’Università La Sapienza di Roma.

Questa è la sua storia. Quella di chi convive con il senso di colpa per essere sopravvissuto e di chi vive sentendo ogni giorno, da quel giorno, l’assenza fortissima della madre e delle persone più care.

Con la quotidiana sensazione che la mancanza di consapevolezza, concessa solo all’infanzia , sia stata la sua salvezza.

Christiana Ruggeri è una giornalista degli esteri del Tg2, gira il mondo per lavoro e per passione. Inviata soprattutto nei Paesi africani, scrive e si occupa della situazione minorile  e femminile nei paesi a sud del mondo. Laureata in italianistica, appassionata di fotografia, natura e antropologia, considera il viaggio elemento essenziale della conoscenza. È un’attivista per i diritti degli animali.

La metà del ricavato dalla vendita del libro sarà devoluto dall’autrice a “Progetto Rwanda” Onlus, per la realizzazione di una mensa nella scuola materna, all’interno della Casa della Pace e della Riconciliazione di Kigali (www.progettorwanda.it).

 

 

 

La storia di Bibi è una di quelle che, appena hai finito di leggere,

ti viene voglia di scendere per strada,

partire e cominciare a cambiare il mondo.

 

È un viaggio nell’apocalisse tenuti per mano

dalla più dolce e straordinaria delle creature:

una bambina resiliente,

come solo i bambini sanno essere.

 

Fabio Geda

LA SCHEDA

Christiana Ruggeri

Dall’inferno si ritorna

La storia vera di Bibi, a cinque anni in fuga dal Ruanda

Giunti Editore – Collana Narrativa Non Fiction

pp. 240, € 14.90, eBook € 8.99

In libreria : 11 marzo 2015