Hanno molta immaginazione forse per effetto della “sindrome del Calabrone” che com’ è noto si solleva da terra sfidando le leggi fisiche e .. Di Fausto Lupetti
Gli editori di libri, ed io fra questi, sono dei personaggi curiosi quando parlano di economia. Si stracciano le vesti per questioni irrilevanti e corporative come l’Iva degli ebook.
Hanno molta immaginazione forse per effetto della “sindrome del Calabrone” che com’ è noto si solleva da terra sfidando le leggi fisiche e la sua stessa struttura. La vittoria sul peso è un fatto di volontà, desiderio, immaginazione. L’editore è come il calabrone sfida con l’immaginazione e la volontà le leggi del mercato
Gli editori hanno inoltre una memoria labile. Escono da un’epica battaglia per la legge Levi sul libro che doveva regolamentare sconti e promozioni sul prezzo di vendita al pubblico per garantire pluralità sul mercato a favore delle librerie ,dell’editore e del lettore e contro la grande distribuzione. Nei fatti sono crollate le vendite di libri nella grande distribuzione. Non si è fermata l’ecatombe silenziosa delle librerie dalle più piccole nei quartieri della città alle grandi storiche come la “Guida” di Napoli e la “Croce” di Roma. Sul fronte degli editori le vendite dei libri sono dal 2010/2011 in calo con percentuali a due cifre. I lettori sono diminuiti. Ma non si dice nulla della legge Levi che non ha funzionato. Dimenticata.
Sul lato dell’immaginazione adesso partiamo con la campagna contro la discriminazione sui formati tra cartaceo e digitale e la riduzione dell’Iva per gli ebook dal 22 per cento al 4 per cento come sulla stampa dei libri. Ma di che cosa stiamo parlando? Gli ebook sono meno del 3 per cento del mercato, non sono decollati, anche se sono un approdo inevitabile. Il loro prezzo è basso e resterà tale anche in futuro. Ci sono decine di miglia di titoli a prezzo medio di Euro 2,99 o 1,99. Vogliamo raccontarci che un lettore con carta di credito non acquista l’ebook perché incide sul prezzo di acquisto dello 0,32 o 0,16 centesimi? Non sono ne contro ne a favore di una battaglia come questa che mi lascia indifferente. Assistiamo ad argomenti–battuta del tipo che essendo l’Iva del 22 per cento sull’ebook é meno utile, auspicabile e necessario leggersi Calvino sull’ebook che sul libro tradizionale, dimenticando volutamente che lo stesso libro di Calvino stampato costa 15 euro e in ebook euro 2,99 e che il lettore quando ha acquistato il libro di Calvino stampato cede 0,60 centesimi di Iva e nell’ebook 0,32 centesimi.
Sul fronte degli editori in molti accedono all’ebook con sef publishing, i distributori classificano come editori migliaia di soggetti, i dati dicono chela grande maggioranza vendono dalle 10 copie alle 50 all’anno in questi casi l’Iva da versare va dai 6,50 ai 32 Euro all’anno. Meglio chiedersi piuttosto se ha senso tenere aperta una partita Iva per queste cifre.
Noi editori immaginiamo che un ebook sia stessa cosa di un libro cartaceo. Si arriva al punto di dire che riconoscerne la differenza sarebbe discriminazione, razzismo editoriale. Perché? Perché ambedue il libro tradizionale e l’ebook si leggono e non ha importanza quale sia il supporto o device. Invece il supporto ha una straordinaria importanza perché con il digitale assistiamo al fatto che il “vedere” sta diventando la prima forma di “sapere”, e poi provate a leggere una poesia sullo smartphone o dalla pagina di un libro. L’ebook e il libro sono diversi e amare i libri significa riconoscere le differenze e sta all’editore cercare soddisfarle con il suo specialismo, la sua reputazione e abilità nel fare libri siano cartacei o digitali.
Con l’avvento degli ebook sta cambiando tutto per il libro e nella struttura del mondo editoriale. Cambia il modo di pensare e produrre libri per i diversi supporti cartacei e digitali, di distribuirli, di leggerli. Cambia il prezzo e il calcolo dei costi, cambia il rapporto con gli autori, cambia il marketing e la comunicazione del libro. Cambia la lettura. Cambia la gestione della casa editrice. L’avvento del digitale è una rivoluzione per il libro e la lettura. Non enfatizziamo la questione dell’Iva e l’economicismo, che tra l’altro non è il nostro lato forte . Sta a noi saper valorizzare questa nuova era aperta dagli ebook e al tempo stesso dominarla. La vera questione è che le eccellenze della cultura italiana hanno la straordinaria opportunità di andare con gli ebook alla conquista del mondo se tanti libri fossero tradotti in inglese e altre lingue. Su questo, che è un vero impegno economico e di investimenti e una battaglia culturale seria gli editori sono lasciati soli dai governi e dalle istituzioni, mentre la ricaduta sull’economia sarebbe enorme a seguito della conoscenza e contatto con la nostra cultura nel mondo. Ma di questo non si parla per sollevare tempeste in un bicchiere d’acqua.
Fausto Lupetti
