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GLI EQUIVOCI DELL’AMORE, DI MORENO MONTANARI, MURSIA 2015

GLI EQUIVOCI DELL’AMORE, DI MORENO MONTANARI, MURSIA 2015
montanar

di Alessandra Peluso

 Cos’è l’amore?

Quanta letteratura e quanta ancora se ne scriverà sul tema dell’amore, sempre da scoprire e capire, così come prova a fare Moreno Montanari, consulente filosofico, con il libro “Gli equivoci dell’amore”.  

Si affronta l’amore nel senso universale, ossia di ciò che è e va al di là del legame tra uomini e donne. L’amore non è cieco, è veggente, preannuncia e riconosce l’autentica verità dell’essere umano. Sa riconoscersi, e quando è amore si rivela: «L’amore possiede un insuperato potere di autorivelazione e permette una visione eccezionalmente chiara di chi siano gli amanti, ma tale rivelazione non riguarda mai esclusivamente la verità su ciò che siamo ma anche, al contempo, la verità sulla stessa vita umana». (Hannah Arendt). Eh sì, perché l’amore non è un soddisfacimento di bisogni, non è un colmare i propri vuoti, le proprie mancanze; amare significa trascendere, elevarsi da una condizione di puro essere umano, materiale, e raggiungere l’umanità, la spiritualità, ciò che non si vede, ma c’è. Occorre, infatti, superare il proprio interesse egoistico, considerare non il semplice sentimento, per dedicarsi – scrive Montanari – ad un amore altruistico, che sa di eco.

È evidente che l’autore compia una disamina dettagliata dei vari filosofi che hanno trattato l’amore, non solo, impreziosisce il libro con le poesie di Neruda, o Derek Walcott, ad esempio.

Ma, in sostanza, cos’è l’amore per un consulente filosofico? Quale chiave di lettura potrebbe fornire al lettore?

Certamente , il testo “Gli equivoci dell’amore” chiarisce molti dubbi. Forse l’equivoco non sarà più tale una volta letto il libro e compresa la netta differenza tra amarsi, amare l’altro, il corpo, l’eros, capire l’essenza dell’amore.

Inoltre, Moreno Montanari affronta il tema della gratitudine: essere grati è necessario anche di fronte al dolore, alla frustrazione, all’egoismo, all’insensatezza, vincere per superare il deserto che è in ognuno di noi come direbbe Nietzsche, evitando in ogni modo che la dignità sia calpestata. Esempio forse estremo è quello nei campi di concentramento, dove Viktor Frankl insegna a guardare il cielo azzurro, oltre il filo spinato: «Non bisogna mai rifuggire gli interrogativi, mai fare della propria vita una corazza. Ma affrontare con coraggio il mare in tempesta, con tutti gli strumenti a nostra disposizione, alla ricerca del senso».

L’amore è una condizione dell’essere, è in profondità, è quell’amore che non ha opposti e si realizza nella condivisione di tutto ciò che esiste. Così, forse, risponderebbe il consulente filosofico alla domanda sull’amore: «Le due individualità camminano, perseguendo un unico percorso, che supera loro stessi, penetrando l’impercettibile presenza dell’amore».

Moreno Montanari, dunque, propone l’amore come consapevole esercizio spirituale nel quale la vita libera tutte le sue potenzialità e realizza la nostra più autentica vocazione umana: «Per questo occuparci d’amore e tornare a dargli uno spazio primario nella nostra esistenza, non solo come sentimento privato ma come stile di vita che chiama a cooperare e si mette al servizio, mi pare anche un gesto d’intrinseca valenza politica». (p. 109). E perché no, riportare l’amore come stile, come questione vitale, in politica, sarebbe inequivocabilmente corretto, forse la consulenza filosofica dovrebbe interessarsi anche di tale problematica.