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Il libro come sta? Bene, in Francia

Il libro come sta? Bene, in Francia
La cultura libraria, e di conseguenza l’editoria, gode buona salute in Francia. Milleduecento editori e centottantamila visitatori sono le referenze del 35° “Salon du Livre 2015”, che si è appena chiuso a Parigi
Il libro come sta? Bene, in Francia
Il libro come sta? Bene, in Francia
Il libro come sta? Bene, in Francia

di Paola Serristori

La cultura libraria, e di conseguenza l’editoria, gode buona salute in Francia. Milleduecento editori e centottantamila visitatori sono le referenze del 35° “Salon du Livre 2015”, che si è appena chiuso a Parigi. Nonostante un leggero calo di pubblico, i numeri parlano chiaro al confronto del Salone del Libro 2015, atteso dal 14 al 18 maggio, per la ventottesima edizione al Lingotto di Torino: 71 case editrici e l’aspettativa di confermare i 340 mila visitatori del 2014. O magari fare meglio, considerando che a Milano, ad un’ora di treno, si apre l’Expo. Il rapporto inverso case editrici-affluenza si spiega col fatto che il salone italiano è sempre di più un “fritto misto”, che organizza intrattenimento con musica e gastronomia, attirando il pubblico abituale dei centri commerciali, senza educarlo al valore di una buona lettura. Dunque, il “ritorno” in termini di “cattura dell’attenzione” alla fine della kermesse è assolutamente inadeguato per mantenere in piedi un settore in cui gli attori sono sempre di meno. “Salon du Livre” presenta il libro come migliore amico del tempo che corre con noi. Sono le immagini della città, su polaroid, scelte ed affisse nella sala stampa, il portrait parigino e messaggio di comunicazione subliminale: uomini, ma soprattutto donne, che leggono ovunque, ed il metro diventa una biblioteca open air.

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In Francia l’editoria è uno dei pilastri economico-culturali della società. Gli editori francesi sono attenti all’acquisizione di Mondadori sul settore libri Rcs. “Certo che seguo le notizie dall’Italia – commenta Olivier Bétourné, presidente di Edition du Seuil – , è una grande operazione e non mi lascia indifferente per gli effetti che potrà avere sugli altri editori italiani”. Anne Michel, Direttore del Departement Etranger di Albin Michel: “I nostri colleghi di Rcs ci dicono ‘perché no?’. Qui abbiamo visto qualcosa di simile tra Gallimard e Flammarion, quando è stata ceduta da Rcs e ritornata francese, e l’operazione è risultata positiva per entrambe le aziende”. Una trattativa di cui in Italia non si parla abbastanza. Invece, in Francia i rappresentanti delle alte cariche dello Stato non hanno trascurato di visitare il salone dell’editoria. Il ministro della Cultura, Fleur Pellerin, ha presenziato all’inaugurazione, il giorno seguente alla visita del presidente François Hollande, al quale è seguito il ministro dell’Interno Bernard Cazeneuve, ed è tornata ancora per accompagnare il primo ministro Manuel Valls. Al Salon anche l’ex ministro Alain Juppé, considerato favorito alle prossime presidenziali, nello stand di Plon con l’autobiografia negli anni 1995-2008, “Je ne mangerai plus des cerises en hiver… ”. Mentre il secondo autore più amato dai francesi, Marc Levy (ultimo titolo “Elle et lui”), ma primo assoluto vivente – sconfitto solo da Victor Hugo, che secondo un sondaggio lo stacca di quasi 9 punti, 36,5 contro 25,1 – nell’elegante area dell’editore Robert Laffont aveva davanti una lunga fila di lettori che chiedevano la dedica. Una scena simile da Gallimard Jeunesse, per il matematico Cédric Villani, vincitore della medaglia Fields, in veste di scrittore con  “Les rêveurs lunaires”. In tema di attualità, da segnalare la presentazione del “Manifesto” delle Femen, edito da Utopia, con Inna Shevchenko, leader del collettivo.

L’editoria francese su carta mantiene intatto l’appeal sul pubblico. Anche settori specializzati come quello scientifico. “Scegliamo bene contenuti, titolo, copertina, e stampiamo mille copie iniziali, poi ristampiamo secondo la richiesta”, assicura Edmond Janssen di Editions Delga, che espone tra i titoli di punta “Le Capitalisme de la seduction” di Michel Clouscard. Il digitale cresce con proposte alternative, come l’auto-pubblicazione, forte degli esempi di Erika Leonard con “Cinquanta sfumature di grigio” e Lisa Genova con “Still Alice”. Non è un caso la postazione scelta da Amazon Francia e dalle altre case editrici di e.book, all’entrata du Salon du Livre. In particolare, Amazon Francia, alla ricerca del nuovo best-seller, ha organizzato lo “speed-date” con gli autori, che si sono alternati ogni cinque minuti a presentare il proprio dattiloscritto. Poco distante The BookEdition riceve un analogo via vai di autori interessati a pubblicare online. “L’e.book ha il grande ruolo di dare a tutti la libertà di farsi conoscere – osserva Guillaume Mercier, responsabile del Gruppo di e.commerce – e questo interpreta lo spirito contemporaneo. A noi si rivolgono sia autori di opera prima, sia chi ha già pubblicato su carta”.

Cinque i temi affrontati al Salon du Livre: Brasile, le città di Cracovia e Wroclav, Diritto d’Autore Diritto dell’Uomo, i Nostri Eroi Preferiti. Sentiamo dagli esperti del settore le loro impressioni.

Maggie Doyle, Direttore Littéraire Etranger di Robert Laffont: “E’ importante essere al Salone, che rappresenta un importante momento di incontro col pubblico. Questi eventi hanno il valore di avvicinare i lettori agli autori anche attraverso le dediche. L’impegno della nostra casa editrice è sia di restare fedele alle aspettative delle nostre collane, ma anche di ‘catturare’ i giovani che oggi comunicano attraverso i social, cogliendo i loro spunti”. Obiettivo centrato, ad osservare la fila nell’area dell’editore Rober Laffont, in attesa di personalizzare un volume con la firma dello scrittore Ken Follett, che sta scrivendo il nuovo romanzo previsto in uscita nel 2017. Generazioni si mescolano ed avanzano al fianco, dagli adolescenti ai pensionati.

Gallimard si mostra per la prima volta accanto a Flammarion, pur mantenendo le distinte identità. Gli autori sovrastano lo stand dall’alto di gigantografie in foto d’autore. Beatrice Lacoste, Coordinatrice Commerciale: “E’ vero, gli autori oggi appaiono come star. La comunicazione è importante nella società contemporanea, ma non dimentichiamo che il pubblico ci sceglie perché sa che Gallimard ha buoni autori. A mio parere, il marchio dell’editore prevale al momento della decisione di quale libro acquistare”.

Nell’editoria giovane di Gallimard Jeunesse interi scaffali di volumi colorati: “C’è stato un ‘prima’ ed un ‘dopo’ la pubblicazione della saga di Harry Potter – comment Agnès Tchakgarian, responsabile Relazioni Stampa – che ha fatto riscoprire l’interesse per le buone letture. I giovani leggono di più e volentieri centinaia e centinaia di pagine. Noi assistiamo ad una grande richiesta di letture persino per il primo anno del bambino”.

Da Cherche Midi Editeur, che ha in catalogo le opere del disegnatore Cabu, una delle vittime dell’attentato a Charlie Hebdo del gennaio scorso, Valerie Borgèse, Responsabile Comunicazione, Stampa, e Pubblicità, ricorda con emozione la figura gentile dell’autore: “Abbiamo ristampato le sue opere, è dura pensare che si può morire in questo modo crudele ed ingiusto. Cabu era sempre disponibile con noi e col pubblico, una persona gradevole”. I titoli in uscita assicurano “l’eclettismo” dell’editore: “Non crediamo in un solo genere, ci interessa fare libri che raccontano qualcosa che al termine della lettura resta dentro ognuno di noi”.

I librai sono una figura importante nel mercato editoriale francese. Spesso essi consigliano le letture ai clienti e nello stand di Cosmopolite Librairie hanno allegato ad alcuni volumi post-it scritti a penna con la propria personale “recensione”.

E per finire, Affari ha chiesto il punto di vista, sicuramente elevato, di Cedric Villani sull’importanza della letteratura per l’uomo moderno:  “Una bella domanda… la letteratura, il cinema, il teatro sono un compendio della vita. Gli autori sono persone che ci trasmettono le loro esperienze. Se ascoltiamo solo le notizie di attualità, ogni cinque minuti riceviamo un input e non abbiamo il tempo di comprendere bene i fatti. Invece alzare la mente è fondamentale”.