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Il Nordest, modello culturale da imitare

I dati sulla lettura parlano chiaro: il Friuli Venezia Giulia rappresenta un modello culturale da imitare…

 

di Editor Insider

(l’autrice lavora da anni nelle case editrici, mondo che racconta dall’interno con la garanzia dell’anonimato)

 

Mentre prosegue l’iter della proposta di legge per la diffusione del libro e la promozione della lettura,  Amazon rilascia le classifiche delle città italiane che leggono più libri, cartacei e digitali. La classifica è stata stilata prendendo in esame 48 città italiane di almeno 100mila abitanti e il rapporto pro capite dei libri acquistati dall’1 giugno 2013 al 15 aprile 2014. I risultati? Milano si conferma la città con i cittadini più appassionati e con il maggior numero di libri acquistati per cittadino, seguita da un treno proveniente dal Nordest che porta Trieste al secondo posto, Trento al terzo e Padova al quarto.

Si può dire a questo punto che il Nordest traina, in controtendenza nazionale, un trend positivo per quanto riguarda i libri e la lettura. Non a caso a Gorizia, in occasione di Più libri Circus, la vetrina dell’editoria indipendente in tour che ha affiancato il Festival èStoria, si è parlato del Friuli Venezia Giulia come di un modello culturale perfetto, da imitare e da esportare. I dati parlano chiaro: in questa regione i lettori sono il 56,4% contro una media nazionale del 43%; il 17,9% legge uno o più libri al mese contro il 13,9% della media nazionale, e solo il 4,15% delle famiglie non possiede nemmeno un libro in casa a differenza del 10,8% delle media delle famiglie italiane.

Ma, come ha sottolineato Antonio Monaco, Presidente dei Piccoli Editori dell’Aie,  “la lettura non nasce nel deserto, deve essere alimentata da tante occasioni, come la presenza di librerie, biblioteche e manifestazioni culturali. Così nasce il miracolo della lettura”.

Ha proseguito Paolo Ambrosini, vice presidente vicario dell’Ali:  “La rete di librerie, biblioteche e editori che operano su questo territorio, perseguendo l’obiettivo condiviso di far crescere la lettura e la diffusione dei consumi culturali, è il modello di cui ha urgente necessità l’Italia tutta. Oggi più che mai, in un momento di crisi e smarrimento, il mondo del libro può ripartire dall’esempio virtuoso del Friuli Venezia Giulia, dove le sinergie create nel corso degli anni tra operatori del libro, mondo della formazione e soggetti pubblici e privati hanno sovvertito le condizioni di partenza e collocato la regione ai vertici delle classifiche nazionali per indici di lettura, consumi culturali e competenze scolastiche, creando quel valore immateriale presupposto per il cambiamento socio-economico del territorio”.

Un spinta potente alla diffusione della lettura la potrebbe certamente dare il ritorno delle biblioteche come punto di riferimento della vita sociale, a partire da quelle scolastiche; per ottenere questo risultato occorre che esse siano presenti a livello capillare, che siano tutte interconnesse in un unico circuito e, soprattutto, che si mettano al passo con la digitalizzazione in essere del settore.

Non sarà una rivoluzione veloce né facile, considerando che ad oggi le biblioteche scolastiche italiane sono pressoché inesistenti, o quanto meno non rilevanti, con una spesa media annua per alunno destinata al funzionamento della biblioteca scolastica di 1,56€, una spesa media annua per alunno destinati all’acquisto di libri di 0,68€ e una quantità media di libri per studente che corrisponde a 4,7 libri, di cui 0,1 sono titoli nuovi.

 Alla luce di questi dati sconcertanti  c’è da aggiungere che dei passi si stanno facendo,  anche se a macchia di leopardo, e che anche la proposta di legge di Giancarlo Giordano, capogruppo di Sel in Commissione Cultura della Camera, punta a qualificare i luoghi di lettura con un ruolo fondamentale riconosciuto a biblioteche e librerie di qualità. “Si è detto per troppi anni che con la cultura non si mangia, e noi vogliamo dire che di ignoranza si muore”, dice Giordano.

Il modello culturale vincente del Nordest ci fa sperare che il costante trend negativo dei dati riguardanti la lettura a livello nazionale si possa invertire investendo in strutture che possano e vogliano riavvicinare la gente ai libri. Per Marco Polillo, presidente dell’Aie, “non è soltanto la crisi economica a colpire i lettori e le famiglie, questi dati sono anche l’espressione di un clima generale di sfiducia e di mancanza di attenzione per il libro, che rischia davvero di perdere la sua centralità come strumento di diffusione del sapere, di aggiornamento, e anche di intrattenimento. Noi sappiamo invece da tempo che le ricerche dimostrano come i territori in cui si legge di più sono quelli che presentano una crescita economica maggiore”.