di Antonio Prudenzano
su Twitter: @PrudenzanoAnton
La settimana scorsa ci siamo occupati del brusco stop ai lavori del gruppo di lavoro che sta preparando l’ambizioso Piano per la lettura (voluto da Massimo Bray) causato dalle improvvise dimissioni di Enrico Letta e dal conseguente cambio della guardia al ministero dei Beni Culturali, con l’arrivo di Dario Franceschini. Ancora una volta, quindi, l’instabilità politica rischia di far naufragare un’iniziativa potenzialmente positiva, in un Paese come l’Italia in cui si legge mediamente troppo poco.
Non bastavano le recenti polemiche per il flop del “bonus-libri” (nel box a destra lo speciale di Affaritaliani.it con interviste, dettagli e retroscena, ndr). Con l’addio di Bray, infatti, altre iniziative intraprese potrebbero fermarsi.
Ma che cosa pensa il mondo dell’editoria libraria del nuovo ministro della Cultura Franceschini (che, tra l’altro, è anche un autore di romanzi per Bompiani)? Affaritaliani.it ne ha parlato con Alberto Galla, presidente dell’Ali (Associazione librai italiani), che nei giorni scorsi in più occasioni è intervenuto per criticare lo “stravolgimento” del “bonus-libri”: “Per fortuna non partiamo da zero. Mi auguro che il neo-ministro Franceschini voglia seguire le orme del suo predecessore Bray. L’Italia merita un Piano nazionale della lettura. Bray l’ha avviato, ora però non bisogna buttare tutto il lavoro fatto. Si deve andare avanti con rapidità, e naturalmente Franceschini dovrà dare la sua impronta al progetto”. Il presidente dell’Ali chiede dunque “che a breve venga riconvocata la riunione cancellata, quella in cui si sarebbe dovuta presentare la prima bozza del Piano”.
Ma il fatto che Franceschini sia anche un romanziere, può aiutare la collaborazione del suo ministero con il mondo dell’editoria libraria? Per Galla “Franceschini conosce bene i problemi della filiera editoriale, e conosce la situazione delle librerie indipendenti, soprattutto quelle della provincia. In tante occasioni, purtroppo, si è vista la poca competenza in questi ambiti dei nostri politici. Il fatto che nuovo ministro dei Beni Culturali sia uno scrittore, dunque, è un punto a suo vantaggio”.
Galla si rivolge anche al neo-premier Matteo Renzi: “Spero dimostri affinità e sensibilità per la cultura, l’arte e i libri. E per il relativo indotto economico”.


