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La casa editrice stampa libri, giusto?

Editor Insider lavora da tanti anni nelle case editrici, mondo che racconta dall’interno con la garanzia dell’anonimato. E qui ci spiega perché per uno scrittore esordiente è così difficile superare la barriera della pubblicazione e qual è il ruolo dei temutissimi Buyer…

di Editor Insider

(l’autrice lavora da tanti anni nelle case editrici, mondo che racconta dall’interno con la garanzia dell’anonimato)

La casa editrice stampa libri, giusto? Questa è la domanda che più spesso ho sentito in questi anni. Dai cosiddetti “lettori deboli” la si può anche accettare, ma a volte anche chi bazzica il settore non ha chiara l’idea di cosa una “casa editrice” faccia esattamente. Strana figura quella dell’Editore, tanto amata quanto odiata dagli scrittori o aspiranti tali. In Italia i lettori, in senso lato, sono pochi, lo sappiamo tutti ormai e i dati Audipress 2013 danno uno spaccato non incoraggiante (Gazzetta dello Sport quotidiano più letto e Sorrisi e Canzoni Tv settimanale più acquistato), al contrario però, gli scrittori sono davvero tanti. Ad ogni angolo e in ogni ufficio, studio, cameretta, garage, c’è una scrivania e, ci scommetto un caffè, in uno di quei cassetti c’è sicuramente un romanzo, un giallo (va forte come “opera prima”) o delle poesie nate col sogno di occupare, prima o poi, un posto nello scaffale in libreria.

Giustamente la prima cosa che un esordiente fa per sperare di essere pubblicato è quella di inondare qualsiasi tipo di casa editrice con la fatidica mail dall’oggetto “Proposta editoriale”, e altrettanto giustamente alla risposta quasi automatica “Spiacenti ma non pubblichiamo esordienti” o “Al momento non prendiamo in esame manoscritti” gli aspiranti si chiedono, più o meno indispettiti, ma come può un esordiente non essere più tale se non gli viene data la possibilità di essere pubblicato e di poter sperare in un qualche successo di pubblico?

Più che legittimo.
Quello che gli autori non sanno è che l’Editore, anche se indipendente, non può più permettersi di scommettere su libri in cui solo lui crede, non è più il tempo dei Don Chiscotte. A determinare se un libro può essere pubblicato e affollare le librerie sono i  famigerati Promotori e i temutissimi Buyer. Il Promotore è colui che rappresenta la casa editrice nelle librerie ed è in grado di convincere o meno i librai a prendere qualche copia di quel libro in modo che possa esistere agli occhi del mondo. Ma dove sta l’inghippo? Diciamo che ad oggi i Promotori più importanti sono di proprietà di case editrici che a loro volta posseggono anche le librerie di catena. Solo per fare degli esempi: fanno parte dello stesso gruppo Messaggerie Libri, Opportunity, (leader per la distribuzione di libri nel settore della grande distribuzione organizzata), Fastbook (leader nella distribuzione all’ingrosso di prodotti editoriali), Ibs (il più importante multistore online nonché proprietario della catena di librerie che una volta erano Melbookstore), Libraccio (la più grande catena specializzata nel libro scolastico nuovo e usato), Ubik (catena di librerie in franchising), il Gruppo Editoriale Mauri Spagnol, che a sua volta ha la proprietà delle case editrici Garzanti, Corbaccio, Guanda, Longanesi, Nord, Salani, Ponte alle Grazie, Tea, Vallardi, Bollati Boringhieri, Tre60, La coccinella, e della società di promozione ProLibro. Praticamente in Italia 1 libro su 3 passa, in almeno una fase di lavorazione, per Messaggerie. Altro polo è costituito da Mondadori che possiede le case editrici Mondadori, Einaudi, Sperling&Kupfer e Piemme, oltre alle librerie Mondadori direct e ovviamente hanno anche una propria rete di promotori. Il gruppo Rizzoli con le sue case Bompiani, Fabbri, Bur, Sansoni, Marsilio, Sonzogno, Adelphi, Skira, la propria rete di promozione e le sue librerie che però sono state acquisite dal gruppo Feltrinelli il quale, oltre alle case Kowalski, Gribaudo, ha acquisito anche la maggioranza di Pde, la seconda realtà distributiva in Italia.

Tutto questo per dire che la presenza in libreria è determinata da giochi di potere da cui restano escluse poche librerie e poche case editrici indipendenti che si devono giocare la piccolissima fetta che rimane fuori dagli scambi di favori che i grossi gruppi si fanno. Senza contare il fatto che la prima domanda che un libraio/promotore/buyer fa è: “Qual è il sellout di quest’autore?”

Ecco il vero incubo dell’Editore: il sellout, vale a dire quante copie ha venduto con i precedenti libri. È chiaro che ciò implica:
1. Aver già pubblicato
2. Avere pure venduto!
E qui torniamo al punto di partenza, è un cane che si morde la coda: come può un esordiente superare questa barriera?

Ci fa riflettere il successo ottenuto da Bookabook, prima piattaforma di crowdfunding del libro in Italia, in pochi giorni sono stati raccolti i soldi per pubblicare il libro di un esordiente grazie alle offerte di una comunità di lettori che l’hanno apprezzato. Ora i lettori riceveranno l’ebook completo e le copie stampate in edizione limitata. Ergo, il libro non sarà in libreria… punto e a capo.