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“Sono nato per errore e andavo coi camionisti per soldi”. Depardieu: biografia choc

Sua madre si infliggeva dolore, la sua famiglia era povera e per raccattare qualche soldo Gerard “andava coi camionisti e rubava nelle tombe al cimitero”. Poi la sera della svolta… Arriva in Italia per Bompiani È andata così, la biografia di Depardieu che in Francia ha creato scompiglio

“Sono sopravvissuto a tutte le violenze che la mia povera madre si è inflitta, con i ferri, con qualsiasi cosa trovasse a portata di mano… Quel terzo figlio che non voleva, ero io, Gérard”. Lo sa, lo ammette tranquillamente e lo racconta nei dettagli: Gerard Depardieu è nato “per sbaglio”.

In Francia ha fatto parlare parecchio Ça c’est fait comme ça, (È andata così, edizioni XO in uscita in Italia per Bompiani il 23 aprile), l’autobiografia di uno degli attori più chiacchierati al mondo, di recente protagonista delle pagine di cronaca per aver scelto l’esilio fiscale in Russia e in Belgio. Nel libro, attraverso le parole del giornalista e scrittore Lionel Duroy si confessa nero su bianco, senza paura e con molta spontaneità sulla sua vita, a tratti molto dura, cominciata alla periferia di Chateòuroux, cittadina in mezzo al nulla del centro della Francia, senza scuola, senza libri, in una famiglia “muta,in cui non si mangiava mai tutti insieme a tavola, mai un buongiorno”, abituata a passare le vacanze ai bagni dell’aeroporto di Orly, dove lavorava la nonna. Depardieu racconta di un’adolescenza passata per la strada, a rubare ai morti nelle tombe dei cimiteri, ma anche a prostituirsi coi camionisti di passaggio sulla statale.

Fatti terribili raccontati con un incredibile pelo sullo stomaco. Poi una sera a vent’anni, entra, scassando una porta secondaria, al teatro di Chateauroux. Danno il Don Giovanni di Molière: “Entro attraverso la sala dei costumi, spio gli attori che si vestono, assisto alla rappresentazione, nascosto dietro le quinte. Quel poco che capisco della storia non mi piace, ma sono affascinato dalla lingua, la musica delle parole… sono talmente sorpreso, che compro il libro dell’opera e prendo piacere a declamarne ad alta voce, da solo, dei brani. Capisco sì e no una parola su cinque, ma sento con chiarezza la musica, ricordo ancora, come se fosse adesso, il piacere per l’orecchio, l’emozione”. Così è nato il Gerard attore, quello che conosciamo, l’interprete di Truffaut e l’amioco di Putin…