Chi l’ha detto che i Thriller li sanno scrivere solo gli anglosassoni?
Una Roma che sorprende e solo un autore italiano come Roberto Spingardi sa raccontare.
Un thriller per l’estate. Di solito prima di scegliersi un libro si vuole intuire, capire, come è scritto, ecco allora che “Affaritaliani” vi propone l’incipit.
Roma notte
Andrea, come sempre, stava guidando con fin troppa disinvoltura nel dedalo di viuzze della città eterna. Strade strette, sampietrini, marciapiedi affollati. Ma erano le sue strade, la sua città.
La donna si materializzò improvvisamente in mezzo alla strada. Un’apparizione davanti al parabrezza, un lampo, gli occhi sbarrati nell’istante prima dell’impatto. Come se qualcuno l’avesse spinta, o lei stessa si fosse gettata. Andrea reagì con la freddezza di uno stunt professionista, isolando tutto in millesimi di secondo: Marcela al suo fianco che urlava, la carreggiata viscida, le auto in sosta, lo spazio di fuga. Ma soprattutto riconobbe la donna che stava per investire. Arline.
Con abilità e fortuna riuscì a evitare l’impatto, la sagoma della donna gli balenò al finestrino sfiorando la fiancata. Riuscì a controllare il testacoda evitando di andare a sbattere per pochi centimetri. «Tutto a posto?» chiese a Marcela.
«Mi hai fatto male…» protestò debolmente lei.
Simultaneamente alla brusca frenata, il braccio destro di Andrea era scattato come un roll bar a trattenere Marcela. Un luogo comune gli traversò la mente con la forza della verità: è proprio in città che le cinture di sicurezza andrebbero sempre allacciate.
Qualcuno stava gridando.
Poi sentì delle portiere sbattere, guardò nello specchietto retrovisore ma intravide solo un’auto partire sgommando. Innestò la retro e sterzò tutto a destra, sventagliando i fari in ogni direzione.
«Sparita!» disse.
Alcuni turisti osservavano la scena incuriositi. Andrea scese dall’auto.

