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minimum fax: “Per il futuro dell’editoria indipendente più partnership virtuose e scambi con mondi diversi…”

“La crisi ha generato un clima solidale fra gli editori. Ci si parla e si condividono opinioni più che in passato…”. In vista della 12esima edizione di “Più libri più liberi”, la Fiera romana della piccola e media editoria, in programma al Palazzo dei Congressi dell’Eur dal 5 all’8 dicembre, Affaritaliani.it ha intervistato Daniele di Gennaro, co-fondatore di minimum fax, che fa un bilancio del 2013 della sua casa editrice (“In attesa del Natale, registriamo attualmente una contrazione di fatturato pari al 6% circa“) e anticipa le novità in arrivo l’anno prossimo. Ma di Gennaro dice anche la sua sulla tendenza all’abbassamento dei prezzi (“Un errore clamoroso a danno della valorizzazione dello sforzo enorme di tutto il nostro lavoro”), sulla crisi del mercato (“E’ una crisi di sistema, distributivo, promozionale, librario e di responsabilità di noi stessi editori…”), sul precariato nell’editoria libraria, su eventuali novità nella linea editoriale di minimum fax, sui progetti “extra-editoriali” e sul futuro dell’editoria indipendente (“definizione sub iudice: staremo a vedere quanti di noi riusciranno a conservare accanto a quel termine il crisma di liberà di scelta e dinamismo nella ricerca, di vita vera, quindi contro il pericolo di un’inerte sopravvivenza…”). L’editore parla anche “alleanze” (“Senz’altro è e sarà vitale accelerare sull’apertura e lo scambio di idee con mondi anche diversi da quello editoriale e sull’unione delle forze, sulle partnership virtuose…”) e di molto altro ancora… – SCOPRI LO SPECIALE DI AFFARI ITALIANI SU “PIU’ LIBRI 2013”, CON INTERVISTE, DATI, TENDENZE E NOTIZIE
Daniele di Gennaro MinimumFDaniele di Gennaro (foto di Enrica Speziale)

di Antonio Prudenzano
su Twitter: @PrudenzanoAnton

VERSO “PIU’ LIBRI PIU’ LIBERI” 2013 – LO SPECIALE

 

-6,5%: non si arresta il calo del mercato del libro in Italia

Peggiora nella seconda parte dell’anno l’andamento del mercato complessivo del libro. A fine ottobre si registra infatti un -6,5% a valore (circa 75milioni di euro in meno rispetto allo stesso periodo del 2012 nei canali trade, in altre parole librerie, online, grande distribuzione): un segno meno che aggrava il -4,4% dei primi quattro mesi dell’anno e il -5,4% dei primi otto mesi dell’anno. A “Più libri più liberi” verrà presentata l’indagine Nielsen completa

 

 

Il prezzo degli e-book negli ultimi 3 anni è diminuito di più di quelli di carta

In tempi di crisi si compra l’autore, l’ultimo bestseller uscito in libreria, l’argomento preferito, oppure il prezzo? A “Più libri più liberi” il 6 dicembre in programma il focus Aie. Un primo elemento: il prezzo degli e-book negli ultimi 3 anni è diminuito di più di quelli di carta…

 

 

I primi 2 anni di Indiana raccontati da Bernardino Sassoli de’ Bianchi

Fondata a Milano nell’ottobre 2011, proprio quando è cominciato il rallentamento del mercato librario, la casa editrice Indiana propone 3 collane (“Schegge”, “I Lucci” e “Tracce”, tra narrativa e saggistica di qualità). Affaritaliani.it ha fatto un bilancio del progetto con il fondatore, Bernardino Sassoli de’ Bianchi, che dice la sua sui problemi con cui fanno i conti i piccoli editori (al calo delle vendite va aggiunto anche quello dei prenotati, senza dimenticare la durata della vita media di un nuovo titolo in libreria…): “Non mi sembra che ci siano segnali che possano far parlare di una ripresa nei prossimi mesi. Molto dipenderà, credo, da interventi di natura strutturale, a livello anche e soprattuto politico…” – L’INTERVISTA

 

 

Addio a André Schiffrin, teorico dell’editoria indipendente

Strenuo difensore dell’editoria indipendente che vedeva minacciata dal fenomeno della globalizzazione e del consumo cannibale dei best seller, Schiffrin è stato colui che ha da sempre combattuto per i piccoli editori… – Così lo ricorda Voland

Mentre non accenna ad attenuarsi la crisi in libreria, che dura da ormai un paio d’anni e che coinvolge l’intera filiera, si avvicina la 12esima edizione di “Più libri più liberi”, la Fiera romana della piccola e media editoria, in programma al Palazzo dei Congressi dell’Eur dal 5 all’8 dicembre. Affaritaliani.it ne ha parlato con Daniele di Gennaro, co-fondatore di minimum fax, che sarà protagonista alla Fiera anche questa volta.

minimum fax è da tempo un punto di riferimento tra i marchi indipendenti, romani e non solo. Gli ultimi anni sono stati molto difficili per tutti, a causa del generale calo delle vendite. Oggi che clima si respira tra i suoi colleghi? C’è rassegnazione?
“La crisi ha generato un clima solidale fra gli editori. Ci si parla e si condividono opinioni più che in passato. Vedo in linea di massima due atteggiamenti contrapposti. Una parte di noi è letteralmente in trincea, con i limiti di visione che la trincea di per sé impone. Aspettano che passi la nottata, ma questa crisi non fa pensare a un imminente rimbalzo positivo come succedeva fino a pochi anni fa. Il mercato si contrae, le librerie diminuiscono per numero e per capacità di acquisto. La crisi è una crisi di sistema, distributivo, promozionale, librario e di responsabilità di noi stessi editori: i cambiamenti repentini della società e dell’attitudine alla lettura delle persone sono stati tanti in un periodo brevissimo, intercettare i bisogni dei lettori in un contesto dove la lettura dei libri è una delle tante letture possibili è diventato più difficile.
L’altra parte cerca indicazioni utili guardando anche ad altri settori di produzione e comunicazione culturale, come se la soluzione per l’editoria sia uscire fuori dallo stesso mondo dell’editoria, oggi più conservatore di quello che per definizione dovrebbe essere nell’anticipare fenomeni e tendenze della domanda culturale”.

Prima di parlare dei prossimi progetti, proviamo a fare un bilancio del vostro 2013: in attesa delle fondamentali vendite natalizie, che annata è stata finora rispetto alle precedenti?
“Registriamo attualmente una contrazione di fatturato pari al 6% circa, ma come giustamente lei rileva c’è molta fiducia che il periodo di Natale possa aiutare a ridurre questa lieve contrazione”.

Qual è stato il “bestseller” di minimum fax? E da quale titolo vi aspettavate un risultato migliore?
“Un romanzo di cui ci siamo innamorati al livello di altri nostri successi della narrativa angloamericana è stato ‘E’ il tuo giorno Billy Lynn’ di Ben Fountain. Grandissime aspettative, ma ha venduto meno di quanto c’aspettassimo. In compenso sono stati molti i titoli che hanno sostenuto la nostra annata tra le novità e i titoli di catalogo. Per fare solo qualche esempio, tra le novità più felici annoveriamo ‘Patria Senza Padri’ di Massimo Recalcati e ‘Le pietre il popolo’ di Tomaso Montanari usciti per Indi, la collana di saggistica d’attualità diretta da Christian Raimo; è stata una buona annata anche per i romanzi di Nichel, la collana diretta da Nicola Lagioia, penso a Cosimo Argentina, al romanzo SIC ‘In territorio nemico’, a Giuseppe Genna col suo ‘Fine impero’ e al nuovo romanzo di Alessio Torino, ‘Urbino, Nebraska’ uscito da poco e che sta andando bene. Accanto a questi il nostro catalogo continua a essere vivo, tra ‘Sofia si veste sempre di nero’ di Paolo Cognetti e ‘Il tempo è un bastardo’ di Jennifer Egan.
A ‘Più libri’, poi, ci  presentiamo domenica alle 15.00 alla sala Smeraldo con un libro al quale teniamo molto: ‘Novant’anni d’impazienza’, l’autobiografia letteraria di Raffaele La Capria. Devo a questo grande scrittore la voglia di cominciare a fare questo mestiere. Riincontrarlo domenica prossima davanti ai suoi lettori, mi darà un’emozione forte. E sono molto contento che questo incontro l’abbiamo pensato e voluto insieme con Nottetempo che ha da poco mandato in libreria ‘Umori e malumori’ dello stesso La Capria”.

Pensa che la tendenza a un generale abbassamento dei prezzi di copertina – criticata da molti addetti ai lavori –  abbia subito una frenata?
“No. Anzi. Diversi editori, a seguito del fenomeno 0,99 euro hanno tagliato sui propri tascabili. Questo meccanismo, unito al continuo e smodato ricorso alle campagne promozionali al 25% di sconto, ha inciso sull’abbassamento del prezzo medio di copertina. Non ho in mano statistiche aggiornate, comunque penso che inseguire la tendenza al ribasso operata da alcuni marchi editoriali sia stato un errore clamoroso a danno della valorizzazione dello sforzo enorme di tutto il nostro lavoro”.

Veniamo a un tema delicato, quello del precariato nell’editoria libraria, che riguarda sia i grandi gruppi sia le realtà indipendenti. minimum fax, pur essendo un marchio indipendente, ha una “squadra” molto ampia (una ventina di figure professionionali, tra assunti e collaboratori esterni): è una struttura “sostenibile” anche in questa fase difficile?
“Sono vent’anni che la sosteniamo pur sapendo che non è il massimo dell’economia. La cura dei contenuti e l’attenzione su revisioni, grafica, traduzioni ha generato una comunità di lettori che ci ha sempre restituito la stessa attenzione per le nostre proposte. Finora è stato un investimento fondato su dei risultati importanti. In quella ventina di figure ci sono anche persone che lavorano alla libreria minimum fax di Roma, per la produzione di eventi e audiovisivi e l’organizzazione di corsi di editoria”.

E veniamo al vostro 2014: quali saranno i titoli di punta?
“Ci aspettiamo tanto da tutte le nostre proposte, chiaramente. nella prima parte dell’anno avremo molti ‘ritorni’ e nuovi autori: dall’esordio di Michele Masneri all’arrivo di Stefano Sgambati in Nichel. Sarà un’ annata editoriale importante anche per ‘La fortezza’ di Jennifer Egan e ‘La maestra dei colori’ di Aimee Bender, (appena incluso nella lista dei ‘notable book of the year’ del New York Times, accanto a ‘Dieci dicembre’ di George Saunders, del quale siamo molto, molto, soddisfatti), per i nuovi racconti di Sam Lipsyte che torna con ‘La parte divertente’, e  per ‘La ballata di Johnny Valentine’.  Siamo molto fieri per  un altro ritorno: quello di di Tomaso Montanari con ‘Istruzioni per l’uso del futuro’ che prosegue in crescendo la ricognizione sulla gestione del patrimonio dei beni culturali del nostro paese”.

State pensando a nuove collane o a novità nella linea editoriale?
“La ricognizione è ampia e continua. Nell’allargamento delle prospettive di una singola collana, di quelle dell’osservazione di ambiti dove non abbiamo ancora prodotto linee di ricerca e di proposta, come nella valutazione di saltuari progetti fuori collana. Detto questo non si parte con nuove linee se non si è conquistata una competenza approfondita su nuovi ambiti e una solida struttura di progetto”.

E state immaginando progetti extra-editoriali?
“Vorremmo potenziare quelli già esistenti, come la produzione di eventi teatrali costruiti sui testi che pubblichiamo, o la produzione di prodotti audiovisivi tratti dalla stessa ricerca editoriale, e quindi rinforzare la nostra posizione nel web”.

Lei lavora in questo mondo da ormai vent’anni: come immagina il futuro di minimum fax? Per “resistere” state pensando ad alleanze con altri editori indipendenti?
“Minimum fax è nata senza capitali iniziali, in uno ‘sconsigliabile’ e anomalo percorso progressivo. Qualsiasi valutazione ortodossa dal punto di vista economico o aziendale non ne avrebbe consentito né la nascita, tantomeno il suo percorso. Lavoriamo per fare i prossimi vent’anni procurandoci gli strumenti necessari per consolidarci, senza spero perdere lo spirito e lo slancio che ci diede forza nella fase quasi incosciente dei nostri inizi. Quanto al ‘resistere’, non userei proprio questo termine, un po’ ‘veteroqualcosa’… Resistere, come opposizione, significa in definitiva ‘non muoversi’. Senz’altro è e sarà vitale accelerare sull’apertura e lo scambio di idee con mondi anche diversi da quello editoriale e sull’unione delle forze, sulle partnership virtuose. Oggi la buona salute degli altri giova a tutto il settore. Chi si augura il contrario non ha capito questo momento storico, in cui tutti, dalla distribuzione alla promozione, dai librai agli editori, fino al ruolo fondamentale dei singoli lettori devono superare delle prove non facili. E a proposito di parole, anche la parola ‘indipendente’ è sub iudice, staremo a vedere quanti di noi riusciranno a conservare accanto a quel termine il crisma di liberà di scelta e dinamismo nella ricerca, di vita vera, quindi contro il pericolo di un’inerte sopravvivenza…”.