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Donne, dati allarmanti su prostituzione e femminicidio. Il libro inchiesta di Iacona

“Gli uomini italiani che vanno a prostitute? I numeri parlano di nove milioni di prestazioni sessuali all’anno e due milioni e mezzo di clienti”. Dopo Se questi sono gli uomini (Chiarelettere 2012), Riccardo Iacona torna in libreria con Utilizzatori finali. Per capire cosa c’è attorno alla questione della violenza sulle donne stavolta si concentra sul fenomeno della prostituzione…

Baby prostitute, turismo sessuale in Austria e Thailandia. Storie di centinaia di uomini che non si fermano neanche davanti a minorenni. Dopo Se questi sono gli uomini (Chiarelettere 2012), Riccardo Iacona torna in libreria con Utilizzatori finali. Per capire cosa c’è attorno alla questione della violenza sulle donne stavolta si concentra sul fenomeno della prostituzione. L’autore racconta: “Gli uomini italiani che vanno a prostitute non sono pochi, al contrario sono milioni. I numeri parlano di nove milioni di prestazioni sessuali a pagamento all’anno e di una platea di due milioni e mezzo di clienti”.

LA GUERRA A CASA, IL LIBRO SCONVOLGENTE – È il 9 luglio 2013 quando una telefonata sveglia Damiano Rizzi nel cuore della notte. E’ a Roma, impegnato a “salvare il mondo”, come presidente dell’Ong Soleterre. Ma a casa è successo qualcosa di terribile, è arrivata la guerra: la sorella di Damiano è stata uccisa dal marito. Inizia così il libro-diario La guerra a casa” di Damiano Rizzi (144 pagine, 14 euro, Altreconomia edizioni), in cui racconta l’omicidio della sorella Tiziana. “Ho scelto di fare di un dolore privato un atto pubblico. Perché nessuna donna deve morire per mano del proprio amore”, spiega. Dopo quella tragedia è nata “Tiziana vive”, una rete d’aiuto contro la violenza sulle donne. E sono nate anche dieci domande che una donna si deve fare per proteggersi e lasciare il proprio uomo violento. 

Dopo l’incipit del libro (CLICCA QUI PER LEGGERLO) Damiano Rizzi racconta la sua vita “prima” di quella telefonata: racconta – alla sua famiglia, a sua sorella e a tutti noi – le guerre “lontane” di cui è stato testimone in Bosnia, Kosovo, Costa d’Avorio, Sierra Leone, Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Centrafricana, Centro America, Ucraina. Le bambine soldato della Costa d’Avorio, gli amputati della Sierra Leone, le donne trucidate in Guatemala, l’Ucraina vissuta con il fotografo Andy Rocchelli: conflitti tutti differenti per i loro moventi aberranti – potere, diamanti, denaro – ma simili nei meccanismi e nelle conseguenze: la morte di persone innocenti. 

Come cantava Fabrizio De André, “il dolore degli altri è dolore a metà”. Ma quando la guerra arriva a casa, è dentro di noi per sempre. Rizzi torna al presente e scopre che vivere sulla sua pelle l’assassinio di Tiziana è un dolore intero: scopre l’indifferenza di alcuni “professionisti”, la noncuranza del sistema giudiziario, scopre soprattutto che in Italia il fatto che ogni tre giorni una donna sia uccisa da un uomo, spesso il marito, il compagno o l’amante, è considerato “normale”. Proprio come la guerra, o la diseguaglianza tra ricchi e poveri nei Paesi del Sud del mondo che conosce così bene. 

Nel suo libro-diario, Damiano ha parole forti per questa normalità: la chiama “morte”. Ci chiede di ribellarci, adesso. Perché l’indifferenza uccide. È per questo che ha deciso di fondare “Tiziana vive”, una rete contro la violenza nei confronti di donne e bambini il cui obiettivo principale è quello di portare alla luce, dare voce e rispondere in modo concreto a una richiesta di aiuto psicologico che spesso rimane silente (vedi www.tizianavive.org ). 

Un libro di drammatica bellezza e di speranza che si legge come un romanzo e lancia un forte messaggio. Scrive Rizzi nel finale: “Ho capito ancora meglio – se ce n’era bisogno – che cosa vuol dire salvare una vita umana o perderla. È l’unico motivo di vita. Ho la forza delle vittime. Che o si arrendono o lottano. Non c’è modo di arrendersi, di rassegnarsi. Voglio andare avanti. Per salvare ancora una vita umana. Non tutto è ineluttabile. Voglio lasciare un pensiero che funzioni: sennò perché mandare avanti la specie? Vorrei fare qualcosa di utile per me e per gli altri”.

IL DECALOGO CONTRO LA VIOLENZA – Ecco le 10 domande che una donna si deve fare per proteggersi e lasciare il proprio uomo violento 

• Sento che il mio rapporto di coppia non è paritario? Il mio partner cerca di prevaricarmi o dominarmi, sia a parole che con le azioni?
• I suoi sogni e progetti sono sempre più importanti dei miei?
• Non mi rispetta e mi denigra anche davanti agli altri?
• Giudica negativamente e offensivamente i miei amici e familiari? Cerca di isolarmi da loro?
• È eccessivamente geloso? Mi controlla? A volte mi sento come “soffocare”?
• Diventa improvvisamente violento e poi si comporta come nulla fosse successo?
• Cerca di darmene la colpa?
• Mi è capitato spesso di “coprire” il suo comportamento facendolo apparire migliore di quanto sia in realtà?
• I miei comportamenti risultano ai suoi occhi provocatori?
• Tutto questo succede anche davanti ai bambini?

Se hai risposto “si”, per te o per qualcuno che conosci, non sottovalutare il pericolo che tu e le persone a te vicine state vivendo. (CLICCA QUI PER LEGGERE IL FINALE DEL LIBRO, CON LE 10 DOMANDE E LA NASCITA DI “TIZIANA VIVE”)

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Gli interventi – Serena Dandini, autrice di “Ferite a morte”, firma un intervento nel libro e scrive: “Il femminicidio e la violenza sulle donne sono eventi che – nonostante il tempo che è passato e tutti i cambiamenti nella nostra società – definiamo ancora come delitti d’impeto, il momento di follia, il “raptus”. Purtroppo invece sono quasi sempre dei delitti annunciati, figli della mentalità patriarcale di cui è intriso tutto il nostro Paese. Lo dicono le statistiche”. Con un contributo sul tema del femminicidio di Simona Lanzoni, vicepresidente della Fondazione Pangea Onlus, mentre Vauro Senesi racconta la genesi del logo dell’associazione “Tiziana Vive”, a cui sono devoluti i diritti del libro. 

L’autore – Damiano Rizzi (Milano, 1972) è laureato in Scienze Politiche e in Scienze Psicologiche, è fondatore e presidente di Soleterre, una Ong la cui missione è innalzare gli standard di vita dei poveri della terra nei luoghi dimenticati, le “terre sole” (www.soleterre.org). Ha coordinato progetti di sviluppo umano in 15 diversi Paesi del Sud del mondo. Per le iniziative a favore dei bambini poveri e malati di cancro in Ucraina ha ricevuto con l’associazione Soleterre, la Targa d’Argento della Presidenza della Repubblica italiana. Nel 2013 ha fondato con altre persone l’associazione “Tiziana Vive”, rete contro la violenza nei confronti di donne e bambini.

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