A- A+
Marketing
Havas, Harvie-Watt a capo di LuxHub. "Aziende italiane, serve più coraggio"

Havas Media Group punta sulla moda e lancia LuxHub, una sigla che offrirà alle imprese del lusso un sostegno in media, comunicazione e marketing. Una nuova creatura con la testa a Milano e gli occhi nei maggiori mercati mondiali: Londra, Parigi, New York, Dubai, la volontà di espandersi anche a Shanghai, Francoforte, Hong Kong, Tokyo e Mosca. A capo della nuova struttura ci sarà Isabelle Harvie-Watt, che così sposa il suo attuale ruolo a capo di Havas Media Italia group (che conserverà) con la sua storia personale, vissuta per quasi vent'anni a capo della Comunicazione e Marketing di Armani, Versace e Tods.

Intervista da Affaritaliani.it, Harvie-Watt si dice “felice e soddisfatta” del nuovo incarico internazionale. Descrive LuxHub come “una boutique”. Parla degli equilibri interni ad Havas Media Italia. E alle aziende italiane del lusso consiglia di “avere più coraggio”.

L'INTERVISTA

Isabelle Harvie-Watt, LuxHub per lei è un ritorno alle origini...
Questo nuovo incarico mi permette di tenere un piede in un mondo, la moda, che mi piace e che per vent'anni è stata la mia casa. E allo stesso tempo mi consente di sfruttare questo know how all'interno dell'azienda. Sono molto felice e fiera del fatto che hanno creduto in me e nella divisione. È un'opportunità. Mantengo il ruolo di ceo in Italia ma torno ad avere un ruolo globale in un settore che mi sta molto a cuore.

Stefano Spadini è stato nominato alla guida di Havas Media Italia. Come cambia il suo ruolo?
Mantengo la supervisione in Italia. Spadini sarà capo di Havas Media, la più grande delle nostre tre agenzie in Italia. In questo modo riusciremo a fare un altro salto in avanti. Io sarò focalizzata anche sull'estero. Ma, oltre a questo, c'era l'intenzione di rafforzare la struttura, perché in tre anni abbiamo triplicato il fatturato. Da piccola siamo diventati una media agenzia. Ed era il momento di ampliare il team management.

Tutti parlano di digitale e e-commerce. Ma le imprese del lusso italiane non sono certo al passo...
La nostra consulenza è e sarà molto concentrata sul digital perché le imprese sono partite in ritardo. Solo oggi si stanno rendendo pienamente conto di quanto sia strategico il canale e-commerce e quanto lavoro c'è da fare per cambiare il modo di comunicare. Devono creare delle relazioni con i consumatori, cosa che si pensava non fosse necessaria. Ci si è basati molto su PR e comunicazione. Adesso ci vuole un cambio di cultura. Con LuxHub offriremo alle aziende un approccio diverso, più da boutique. Ma allo stesso da grande agenzia. Perché l'architettura della comunicazione è diventata più complessa e le aziende hanno bisogno di una presenza globale.

Un discorso che potrebbe valere non solo per la moda...
Certo. Noi partiamo con la moda perché, avendo lavorato nel settore per vent'anni, c'è più facilità di dialogo con i marchi. L'idea è quella di creare dei processi orizzontali e verticali all'interno del gruppo. Dobbiamo lavora sempre di più sul valore aggiunto. Sulla parte di cantiere, di strategia. Sulla comprensione dei dati. Tutta la parte di processo che mette in moto una strategia di comunicazione è fondamentale. Per questo diventa necessario creare sinergie all'interno del gruppo. C'erano expertise che, creando una divisione, sono stati messi e che separati sarebbero stati meno efficaci.

Strutture specializzate. È questa la direzione dI Havas?
La visione del gruppo è di focalizzarsi su quello che è il vero valore aggiunto in termini di servizi. Stiamo crescendo, ma siamo i più piccoli tra i grandi. Per questo siamo cambiati più velocemente. LuxHub è un primo passo., in un settore che, anche se meno rispetto al passato, continua a crescere.

La testa resta a Milano anche per sfruttare Expo?
Adesso cominciamo a vedere e sentire un po' più di entusiasmo, per sfruttare questa piattaforma importante. Anche la stampa estera comincia a celebrare Milano. Questo spero che darà forza e visibilità alla città anche come centro della moda nel mondo.

Anche se i brand italiani prendono sempre più spesso la strada dell'estero. Qual è il cambiamento più importane che le imprese italiane del lusso devono affrontare?
Serve più coraggio. Per anni i marchi italiani sono stati precursori e adesso invece inseguono. Devono cambiare, buttare il cuore oltre l'ostacolo, abbandonare un modo di fare business troppo legato ad azienda familiari per intraprendere un approccio corporate.

twitter@paolofiore

Tags:
harvie-watthavas medialusso

i più visti

casa, immobiliare
motori
MÓ eScooter 125, il primo scooter completamente elettrico di Seat

MÓ eScooter 125, il primo scooter completamente elettrico di Seat


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.