L’Apple Watch arriverà tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo. E ancora non si sa se sull’orologio intelligente della Mela ci sarà o meno pubblicità. Non è cosa da poco, perché gli smartwatch sono un mercato che avrebbe bisogno di formati pubblicitari specifici. Per le dimensioni ridotte del display, certo. Ma anche per la potenziale interazione con i punti vendita fisici. L’interazione tra adv e wearable si gioca proprio su questo elemento: la pubblicità potrebbe essere modulata in base alla geolocalizzazione, in modo tale da massimizzarne l’efficacia. Più un prodotto sponsorizzato è vicino, più è facile da acquistare.
All’inizio dell’anno, la piattaforma TapSense aveva annunciato lo sviluppo di formati pensati per l’Apple Watch, improntati alla geolocalizzazione e integrati con Apple Pay. Sembra però che sia, per ora, uno sviluppo a fondo perduto. Perché, come ammesso successivamente dalla stessa TapSense, non c’è alcuna certezza che Apple utilizzerà pubblicità sul suo ultimo dispositivo.
Uno degli sviluppatori di iOs, raggiunto da Businessinsider.com, è stato più brusco, definendo “assurda” l’ipotesi di adv su smartwatch. Sembra avere lo stesso indirizzo Apple, che nel suo App store rule vieta notifiche push e direct marketing. Capitolo chiuso? Non proprio. Come ha fatto notare il blogger Marco Arment, Apple viene continuamente meno a questa regola aurea. E potrebbe farlo ancora.

