A- A+
Marketing
Vinitaly 2015, Cagiano (Federvini): “Delusi da Renzi ma ottimisti grazie a Expo ed euro”

@paolofiore

Tempo di Vinitaly e tempo di bilanci per un anno di vino italiano. Un anno non certo semplice, soprattuto per l'export che, dopo anni di galoppo, è avanzato con più cautela. Un problema non solo per le cantine ma per l'intero export alimentare, sul quale il vino pesa per il 20%. Ma il direttore generale di Federvini, Ottavio Cagiano de Azevedo, intervistato da Affaritaliani.it, guarda con ottimismo al 2015. “Il secondo semestre del 2014 è stato più energico del primo”. La delusione è comprensibile, ma “non dimentichiamo che, in un contesto difficile, resta comunque il segno più”. Per i prossimi mesi, poi, il vino e l'export italiano possono giocare due carte importanti: “L'Expo e l'euro più debole”. Renzi? “Con il ritocco delle accise ci ha delusi, ma sappiamo che ha operato in un contesto particolare. Spero che adesso ci dedichi un'attenzione diversa”.

 

L'INTERVISTA

Dopo anni di progressi a doppia cifra, l'export italiano ha rallentato il ritmo di crescita. Che 2014 è stato?
Rispetto a certe performance del passato c'è stato un rallentamento. Ma è stato un anno a due facce. Il primo semestre si era chiuso a +0,5% e già si diceva che il grande boom era finito. Invece abbiamo assistito a una fine di 2014 più energica. In un contesto complicato, il settore continua a crescere. E questi sono comunque dei segnali importanti.

L'export è stato penalizzato anche dal cambio sfavorevole. Quanto potrà incidere un euro più debole?
Misurarlo è difficile. Ma un'influenze sicuramente ce l'ha. Il mercato dell'area dollaro sono interessanti per le nostre esportazioni. Ci sono tutte le premesse per avere un miglioramento. E poi c'è tutto l'interesse per continuare a lavore sull'export perché il mercato nazionale continua a stentare.

Vuol dire che la ripresa passa solo dall'export?
L'export è vitale per un Paese produttore come l'Italia. Diventa ancora più importante quando lo scensario economico interno impatta sui consumi. Puntare sull'export è fisiologico, ma in questo momento è ancora più importante. Certo, il mercato internazionale è ad altissima consorrenza, ma è il nostro nuovo mercato. Se poi, come sembra, l'economia interna si rialzer, saremo i primi a gioirne.

A proposito di conccorrenza: durante l'assemblea di Federvini che ha sancito la sua elezione, il presidente Boscaini ha rimproverato al mondo del vino di non saper fare squadra. Cosa è cambiato ne gli ultimi mesi?
È una realtà, anche caratteriale. Ma il settore del vino si muove sempre più in maniera solidale. Basti pensare ai raggruppamenti per la promozioni in Paesi terzi. L'abitudine di andare da soli è cambiata. In questo i consorzi, i territori, i collegamenti tra aziende hanno creato uno stimolo. C'è ancora molto da fare, ma gli operatori si sono convinti che questa sia la strada da percorrere. O almeno se ne sono resi conto quelli che hanno toccato con mano l'utilità delle aggregazioni.

L'Expo è alle porte. Pensa che nciderà sul mercato o sarà solo una vetrina?
Sarà una grande occasione per l'Italia. Un'occasione che l'Italia si giocherà alla grande. Sono certo che l'evento verrà sfruttare al meglio. Forse non al massimo. Però è scattata la voglia di fare rete. Sarà già un successo fare aumentare la conoscenza del sistema Italia e migliorare l'informazione sul nostro territorio, sulla nostra cultura, sulla nostra produzione.

L'informazione e la comunicazine del sistema Italia sono mancati?
Basta pensare a quanti miinistri dell'Agricoltura abbiamo avuto in questi ultmi anni. E quanto ad ogni ministro sia cambiato il messaggio, anche a livello internazionale. Creare la consapevolezza che l'agroalimentare è un settore trainante è fondamentale, indipendentemente dalla coalizione di governo. In passato questa unità non c'è stata. Potevamo fare meglio. È il momento di cambiare passo.

Lo scorso giugno, nel corso dell'assembra di Federvini, il viceministro Carlo Calenda aveva espresso la volontà di scongiurare l'incremento delle accise sugli spiriti. Così non è stato. Delusi dal governo Renzi?
Il viceministro Calenda sta dando un aiuto, forse più di altri, perché ha compreso cosa vuol dire drenare risorse da un settore come l'agroalimentare. Da questo punto di vista, Renzi ci ha deluso. Ma siamo anche consapevoli che ha operato in un contesto particolare. Speriamo che possa dedicarci un'attenzione diversa.

Iscriviti alla newsletter
Tags:
vinitalyfedervinivinoexpoaccise
in vetrina
Meteo, Italia nella morsa del caldo africano di Hannibal, picchi fino a 34°C

Meteo, Italia nella morsa del caldo africano di Hannibal, picchi fino a 34°C

i più visti
motori
16 maggio 1968: Citroen presenta alla stampa mondiale la Mehari

16 maggio 1968: Citroen presenta alla stampa mondiale la Mehari


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.