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“Accessi gonfiati per Corriere.it”. Rcs: “Non siamo stati noi”

“Accessi gonfiati per Corriere.it”. Rcs: “Non siamo stati noi”
sito Corriere

Il Corriere.it ha gonfiato il traffico del proprio sito internet con l’acquisto di clic creati in automatico“: lo scrive Wired.it, che pubblica anche un video che spiega il meccanismo che sarebbe stato utilizzato. La risposta, per il gruppo Rcs, arriva dal direttore generale media, Alessandro Bompieri. “Leggo con stupore – scrive in una breve nota – l’articolo di Wired.it. Abbiamo fatto una campagna di web marketing per far conoscere Corriere.it nei giorni festivi di Pasqua. Appena verificato che alcuni siti stavano veicolandola in modo improprio, l’abbiamo bloccata”.

Il video pubblicato da Wired.it mostra la navigazione su un sito di gossip; cliccando sul simbolo ‘x’ per chiudere pop up pubblicitari o video, si apre automaticamente in una nuova scheda la pagina iniziale di Corriere.it. Si tratta – spiega Wired.it – del cosiddetto ‘site under’ e, secondo quanto riporta la rivista di tecnologia, il fenomeno si sarebbe ripetuto per piu’ giorni intorno alla meta’ di aprile. Gli stessi giorni in cui il nuovo Corriere.it avrebbe sorpassato il traffico del concorrente Repubblica.it.

Wired.it mostra anche che, nella barra degli indirizzi, aprendo la pagina di Corriere.it appare per qualche istante la scritta ‘tradedoubler’, una multinazionale che aggrega un network di siti a disposizione per chi voglia “incrementare le vendite e il ritorno generato dalle attivita’ di marketing”.

Wired.it riporta anche la posizione di Rcs, che spiega di avere comprato traffico “in modo trasparente per far conoscere il prodotto” e di avere interrotto la fornitura con Tradedoubler una volta verificato che non veniva fatto quanto concordato. “Segnalo peraltro che rispetto ai dati di accesso al sito nel mese di aprile – sottolinea Bompieri nella sua nota – le ‘impression’ totali generate da quella campagna sono state tra i 2 e i 3 milioni, un dato ben poco significativo se confrontato con i circa 740 milioni di ‘page views’ nel mese”.