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Aston Martin taglia posti di lavoro fino al 20%: pesano USA e Cina

Aston Martin taglia posti di lavoro fino al 20%: pesano USA e Cina

Secondo Reuters, Aston Martin taglia fino al 20%: 40 mln £ e capex ridotto. 

La ristrutturazione di Aston Martin entra in una nuova fase: la Casa britannica ha annunciato un piano per ridurre la forza lavoro fino al taglio posti di lavoro 20%, mentre l’impatto delle tariffe USA e la domanda debole in Cina continuano a pesare su vendite e redditività. La notizia è stata riportata da Reuters il 25 febbraio 2026. 

L’azienda stima che i tagli su una base di circa 3.000 dipendenti possano generare risparmi annualizzati nell’ordine di 40 milioni di sterline. La società non ha indicato un calendario puntuale per l’implementazione, ma ha precisato che la maggior parte dei benefici economici è attesa già nel corso dell’anno. Nel perimetro rientra anche una riduzione del 5% già comunicata in precedenza, segnale che il programma di contenimento costi si sta stratificando nel tempo, non è un intervento “una tantum”. 

Il punto, in chiave finanziaria, è duplice: liquidità e disciplina degli investimenti. Aston Martin ha infatti ridotto il piano quinquennale di spesa in conto capitale a 1,7 miliardi di sterline (da 2 miliardi), rinviando parte degli investimenti legati alla tecnologia dei veicoli elettrici. È una scelta che alleggerisce il fabbisogno di cassa nel breve, ma che implicitamente rimodula la roadmap industriale in un segmento quello EV di lusso dove tempistiche e posizionamento contano quanto il prodotto. 

La pressione sui conti resta evidente: Reuters ricorda che la società continua a fare i conti con debito 1,38 miliardi di sterline e con una storica difficoltà nel generare cassa, nonostante le iniezioni di capitale riconducibili al presidente Lawrence Stroll e ad accordi di finanziamento/partnership. 

Non a caso, la guidance guarda a un percorso ancora in salita: l’azienda prevede ulteriori deflussi di cassa nel 2026, pur indicando un “miglioramento sostanziale” della performance finanziaria e puntando a margini lordi nella fascia alta del 30% e a un EBIT rettificato vicino al pareggio. A sostenere l’obiettivo ci sarebbero anche circa 500 consegne della nuova supercar ibrida Valhalla, chiamata a fare da volano su mix e profittabilità. 

Sul fronte dei numeri storici, Reuters riporta una perdita operativa 2025 pari a 259,2 milioni di sterline: un dato che spiega perché il mercato legga i tagli come “cura d’urto” più che come semplice ottimizzazione. In Borsa, infatti, il titolo ha reagito con un rimbalzo di circa il 5% nelle prime battute, dopo una sequenza di nove sedute consecutive in calo. 

Infine, nel mosaico delle misure per rafforzare la liquidità si inserisce anche l’accordo annunciato la settimana precedente: la vendita per 50 milioni di sterline dei diritti di branding perpetui legati al team di Formula 1. Un’operazione pensata per migliorare la posizione di cassa e guadagnare tempo, mentre la società tenta di navigare tra pressione tariffaria, rallentamento in Asia e costi di sviluppo sempre più selettivi.