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Alcol venduto ai minorenni, un video sui social scatena il dibattito: quali sono le sanzioni per i locali

Vendere o somministrare alcol a un minorenne comporta multe, sospensione della licenza e conseguenze penali sotto i 16 anni

Alcol venduto ai minorenni, un video sui social scatena il dibattito: quali sono le sanzioni per i locali

La vendita di alcolici ai minori di 18 anni è vietata e può essere punita con una sanzione amministrativa. Se il cliente ha meno di 16 anni, la somministrazione può integrare anche un reato previsto dal Codice penale.

Bar, ristoranti, discoteche, supermercati e organizzatori di eventi devono verificare l’età dell’acquirente. In caso di dubbio, l’esercente è tenuto a chiedere un documento di identità. Il dibattito si è riacceso dopo un video pubblicato su Instagram da Luca Abete che mostra alcuni ragazzini che bevono degli shot al bancone.

Alcol ai minori: la differenza tra minori di 16 e 18 anni

La legge italiana distingue tra vendita ai minori di 18 anni e somministrazione ai minori di 16.

La vendita o somministrazione di bevande alcoliche a chi non ha compiuto 18 anni comporta una sanzione amministrativa. L’importo può aumentare in caso di reiterazione e può essere accompagnato dalla sospensione dell’attività.

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Quando il cliente ha meno di 16 anni entra in gioco l’articolo 689 del Codice penale. La norma punisce il gestore di un esercizio pubblico che somministra alcol a un minore di quella fascia d’età o a una persona in condizioni di manifesta deficienza psichica.

La responsabilità non ricade soltanto sul titolare presente nel locale. Può riguardare anche chi effettua materialmente la vendita, a seconda dell’organizzazione dell’attività e delle circostanze accertate.

Alcol ai minori: quando è obbligatorio chiedere il documento

Se l’età dell’acquirente non è evidente, il personale deve chiedere un documento. Una dichiarazione verbale del cliente o la presenza di amici maggiorenni non sostituisce il controllo.

Il divieto comprende birra, vino, cocktail, liquori e bevande premiscelate contenenti alcol. Si applica alla consumazione al tavolo, al bancone, all’asporto, alla vendita nei supermercati e ai distributori automatici.

I sistemi automatici devono impedire l’acquisto da parte dei minorenni attraverso strumenti di verifica dell’età. Anche durante concerti, sagre, festival e feste temporanee il gestore conserva gli stessi obblighi.

Una violazione ripetuta può portare alla sospensione della licenza o dell’attività commerciale.

Il locale può adottare procedure interne per ridurre gli errori: richiesta sistematica del documento sotto una certa età apparente, formazione del personale, cartelli visibili, registrazione dei controlli e blocchi sui sistemi di cassa.

La consegna dell’alcol da parte di un cliente maggiorenne a un minorenne crea una situazione diversa dalla vendita diretta del locale. Non elimina però i rischi per l’esercente quando il passaggio è evidente, concordato o utilizzato per aggirare deliberatamente il controllo. Il personale può rifiutare la vendita quando ritiene che la bevanda sia destinata a un minore.

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