Angry Birds rischia di schiantarsi. Fino a pochi anni fa era la superstar dei giochi on line. Adesso soffre una concorrenza spietata e l’assenza di diversificazione della capogruppo Rovio: profitti crollati dagli oltre 80 milioni di dollari del 2012 ai 10,7 del 2014.
Rovio ammette che i conti “non sono in liena con le attese” e annuncia la nascita di business collaterali, come film e serie animate basati sul gioco. Le difficoltà, però, sottolineano una volta di più i rischi del mercato del gaming online. Spesso, dopo aver pescato jolly milionari (come Angry Birds), le società sfruttano l’onda e non cercano (o non trovano) titoli di altrettanto successo. La crescita, quindi, resta legata alla sorte di un solo videogioco. Se Angry Birds non tira, Rovio crolla. Già nel 2013, il gruppo ha dovuto tagliare 130 posti di lavoro. E la situazione non sembra migliorata: oggi tutti i giochi Rovio vendono meno di un decimo del solo Candy Crush Saga, giochino della concorrente King.
La capostipite Zynga, dopo una principesca quotazione a Wall Street, non è riuscita a rinnovarsi e ha accusato un’emmorragia di profitti e un crollo delle azioni dal quale non si è ancora rialzata. Si tratta di una bolla? Per dare una risposta può aiutare proprio il caso di King. Anche il creatore di Candy Crush ha vissuto momenti difficili dopo la quotazione al Nyse, nonostate la crescita dei profitti. Le azioni hanno avuto un balzo (stabilizzatosi poi nel mese successivo) dovuto a un annunccio: il gruppo ha confermato che meno del 50% del fatturato arrivava dal gioco-ammiraglia. Tradotto: King non dipende da un solo gioco.
Il mercato del gaming online promette sviluppi rapidi, come dimostra l’ultimo caso, quello di Supercell. Le difficoltà di Zynga e Rovio, però, non confermano che si tratti di una bolla. Dicono piuttosto che, in un mercato così giovane, le rendite di posizione non esistono. La diversificazione è fondamentale: per giocare la partita non basta un jolly.
@paolofiore

