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MediaTech

di Francesco Carlà
(da www.finanzaworld.it)

Apple torna a crescere o crolla?

La cura dimagrante che ha portato la Mela da 705 dollari per azione a 435 sembra stabilizzata. A Wall Street adesso vale circa 470 dollari per una valutazione di mercato attorno ai 440 miliardi di dollari, 328 miliardi di euro. Il 20% del Pil italiano. Prossima fermata la trimestrale del 22 aprile, c'e' tempo per nuovi annunci e indiscrezioni.

A parte il modello economico di iPhone di cui si parla da tempo, ha destato molta curiosita' la voce di un iWatch, l'orologio del futuro su cui si e' esercitato il fumetto con Dick Tracy e il cinema con 007.

I siti web e i blog si sono riempiti come d'uso di prototipi piu' o meno realistici: vetri curvati, sistema operativo dell'iPhone, l'assistente vocale Siri, Passbook per i pagamenti elettronici e chi piu' ne ha piu' ne metta. Qualcuno si e' spinto ad immaginare che iWatch possa sostituire iPhone in dieci anni.

Cose serie oppure entusiasmi che la Apple ha sempre saputo suscitare nella sua storia, magari stavolta, senza Jobs, irrealistici? Per dare una risposta mi e' venuta un'idea: sono andato a cercarmi la piu' grande azienda di orologi del mondo, The Swatch group: 19 marchi quasi tutti storici e famosi, 28000 dipendenti in 50 paesi nel mondo.

Il gruppo svizzero (ultimo bilancio, 2011) fattura 7,143 miliardi di franchi, 5,797 miliardi di euro, in crescita dell'11% rispetto al 2010. I profitti netti ammontano a 1,276 miliardi di franchi svizzeri, 1,035 miliardi di euro, in aumento del 18,9% rispetto ad un anno prima. Questi numeri servono a dire due cose che riguardano molto da vicino Apple e il suo iWatch.

La prima: e' certo che Apple possa dare seri pensieri a Swatch group e a tutti gli altri produttori di orologi nel mondo, specie hi-tech. Ma e' altrettanto sicuro che stiamo parlando di pochi miliardi a regime. La Mela fattura 165 miliardi di dollari, per darvi un'idea delle dimensioni.
La seconda: i margini di guadagno nel settore orologi sono buoni, ma non super. Apple e' abituata a profitti netti oltre il 20%.

In sintesi: l'iWatch non puo', da solo, ridare lo smalto perduto all'azienda californiana. A meno che ad Apple non riesca un'altra volta una rivoluzione: non piu' un orologio al polso, ma qualcosa di completamente diverso ed inevitabile.
Un prodotto/servizio che affascini tutti e crei un mercato completamente nuovo, com'e' successo con iPod, iPhone e iPad.

Allora anche Wall Street prendera' nota.

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