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Big Tech, ondata di 78mila licenziamenti in tre mesi. Ma l’IA è solo la “scusa” più facile per procedere ai tagli

I numeri relativi ai primi mesi del 2026 sono impressionanti, i colossi stanno tagliando come non mai

Big Tech, ondata di 78mila licenziamenti in tre mesi. Ma l’IA è solo la “scusa” più facile per procedere ai tagli
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L’inizio del 2026 è stato segnato da un’ondata di licenziamenti nelle Big Tech, numeri davvero impressionanti che fanno impallidire l’era Covid. I tagli sono significativi e riguardano principalmente i colossi tecnologici. Secondo il Nikkei, quasi 80.000 persone, per la precisione 78.557, sono state licenziate tra gennaio e marzo. Non c’è un settore che non sia interessato da questi tagli, si va dai tecnologici, ai videogiochi ai colossi software e hardware. Ma la colpa è solo dell’intelligenza artificiale? Stando ai numeri decisamente no, anche se i progressi dell’IA hanno un peso.

Analizzando nello specifico questi numeri si nota che oltre il 76% dei tagli sono avvenuti negli Stati Uniti, ma solo nella metà dei casi (47,9%) la causa è imputabile all’avvento dell’intelligenza artificiale. Ma i colossi, in realtà, forse questi tagli li stanno compiendo proprio adesso, attribuendo più colpe di quelle che effettivamente ha all’intelligenza artificiale, per giustificare questi licenziamenti. Ma diversi studi sostengono che i tempi per questi maxi tagli non siano così maturi, questi dati sarebbero più giustificabili tra sei mesi, forse un anno, considerando i progressi dell’IA.

Sam Altman di OpenAI ha dichiarato che si tende ad attribuire all’intelligenza artificiale tagli che sarebbero avvenuti comunque per ragioni economiche. IBM, inoltre, ha invece accelerato sull’assunzione di impiegati junior, dicendo che si tratta di un passaggio fondamentale per formare i futuri senior. Insomma, l’IA ha le sue colpe, ma non cos’ tante come si pensa. Almeno per il momento.

Ecco chi ha tagliato di più

Amazon ha confermato un’ulteriore ondata di licenziamenti a gennaio 2026, coinvolgendo circa 16.000 dipendenti a livello globale, concentrati soprattutto negli uffici. Nel complesso, si stima che Amazon abbia eliminato oltre 30.000 posizioni a partire da ottobre 2025

Meta ha annunciato un piano di licenziamenti di circa 8.000 dipendenti (pari a circa il 10% della forza lavoro). L’obiettivo dichiarato da parte di Zuckerberg è quello di ridurre la burocrazia e finanziare l’infrastruttura legata all’intelligenza artificiale. Ma c’è di più, è stata anche bloccata l’assunzione prevista di 6.000 persone.

Oracle ha licenziato migliaia di dipendenti nel primo trimestre 2026, con stime che parlano di oltre 10.000-30.000 tagli

Microsoft ha proposto corposi incentivi al prepensionamento e buonuscite (buyout) che potrebbero coinvolgere circa 8.750 lavoratori negli Usa. Nel 2025 aveva già licenziato circa 15000 persone, ma l’azienda ha intenzione di snellire anche nel 2026, ma non si conoscono ancora i numeri.