Vittorio Bonori, ceo di ZenithOptimedia Italia è il candidato al Consiglio AssoCom che più di ogni altro ha rappresentato una strada alternativa al favorito Marco Testa. Ha affermato chiaramente che a guidare l'associazione dovrebbe essere un centro media, perché si sono adattate al cambiamento meglio delle agenzie. Con questa lettera motiva la sua candidatura. 

Cari colleghi,

la mia candidatura è un gesto spontaneo, semplice e dovuto, nei confronti di una professione che mi ha dato tanto e che continua ad appassionarmi.

Non ho fatto la conta dei voti prima di metterci la faccia, che rimarrà la stessa in ogni caso, con i suoi pregi e i suoi difetti. Chi mi conosce lo sa. Non si perde mai la reputazione quando ci si batte per i valori in cui si crede.

Sono tra quelli che ha deciso di restare fino all’ultimo in Associazione, nonostante le numerose fuoriuscite e contro il tentativo di delegittimare la “casa comune” per costruirne una nuova.

Il motivo per cui ho deciso di impegnarmi è perché Stefano Del Frate mi ha raccontato di un bellissimo lavoro di gruppo, svolto negli ultimi mesi, da persone dotate di passione e professionalità, che hanno deciso di impegnarsi nonostante una situazione precaria e difficile. Sono questi i fatti che riescono ad appassionarmi; su questi elementi dobbiamo continuare a lavorare per ispirare i giovani talenti, elevare il dialogo con UPA, con gli Editori e con le Istituzioni.

Tuttavia, dopo quello che ho visto negli ultimi giorni, comincio a nutrire il dubbio di essermi sbagliato e di riconoscere a Massimo Costa parte delle sue ragioni.

Lo statuto non prevede candidature alla Presidenza costruite in anticipo. Il Presidente deve essere espressione coesa dei 9 consiglieri eletti e riflettere il voto di tutti gli associati, nessuno escluso. Se così non dovesse essere o se avessi anche il minimo sospetto che i giochi siano fatti non esiterei un momento a ritirare la mia candidatura e a lasciare l’Associazione, con la tranquillità di averci provato. E’ di cambiamento radicale e profondo che abbiamo bisogno, non di superflui personalismi.

Lavoro da molti anni all’interno di un Gruppo Internazionale, e da qui sono riuscito con orgoglio a riportare l’Italia ad occupare una posizione importante, all’interno dei top 7 Paesi al Mondo per fatturato, grazie ad un percorso di crescita che non ha avuto eguali, anche nel confronto con Francia, Germania, Inghilterra. Tutto questo, lo sapete bene, in un contesto economico difficilissimo e in un mercato Italiano dell’Advertising che ha perso circa un terzo del suo valore nel giro di pochi anni. Proprio in virtù di esperienze internazionali aperte e costruttive molti di noi il cambiamento l’hanno già intrapreso, senza bisogno di fare una vacanza-studio negli Stati Uniti per comprendere le nuove tendenze.

Negli ultimi giorni ho provato a tracciare l’identikit ideale del futuro Presidente di Assocom; sinceramente non sarà scontato trovarlo. Non ci interessa la “capacità di delega”, se questa si trasformerà in assenteismo e latitanza. Non ci interessa lo “spirito di servizio” se questo non si traduce in visione e capacità di ispirare le scelte, soprattutto quelle difficili che ci troveremo ad affrontare.

In questi giorni ho ricevuto moltissimi messaggi di approvazione e di identificazione a questi valori. Per questo rimango fiducioso e non perdo la speranza che l’esito di queste elezioni possa essere diverso da quanto “annunciato”; diverso da quanto si legge in modo uniforme su tutti i giornali.

Mercoledì servirà un voto chiaro e netto, per non lasciar spazio a dubbi o interpretazioni. Questo voto avrà un peso straordinario perché indicherà, in un momento molto delicato, dove vogliamo condurre questa Associazione.

Ho voluto condividere quello che penso, in modo diretto e senza giri di parole, per il bene dell’Associazione e del suo futuro. Perdonatemi se in qualche caso ho alzato i toni oltre la mia consuetudine, sono stato animato da qualcosa in cui credo, senza tuttavia voler essere offensivo nei confronti di chi la pensa diversamente da me.
Non è mai troppo tardi, possiamo farcela, ma non possiamo permetterci di sprecare un’altra occasione, forse la migliore degli ultimi anni.


Vittorio Bonori

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Vittorio Bonori, ceo di ZenithOptimedia Italia è il candidato al Consiglio AssoCom che più di ogni altro ha rappresentato una strada alternativa al favorito Marco Testa. Ha affermato chiaramente che a guidare l'associazione dovrebbe essere un centro media, perché si sono adattate al cambiamento meglio delle agenzie. Con questa lettera motiva la sua candidatura. 

Cari colleghi,

la mia candidatura è un gesto spontaneo, semplice e dovuto, nei confronti di una professione che mi ha dato tanto e che continua ad appassionarmi.

Non ho fatto la conta dei voti prima di metterci la faccia, che rimarrà la stessa in ogni caso, con i suoi pregi e i suoi difetti. Chi mi conosce lo sa. Non si perde mai la reputazione quando ci si batte per i valori in cui si crede.

Sono tra quelli che ha deciso di restare fino all’ultimo in Associazione, nonostante le numerose fuoriuscite e contro il tentativo di delegittimare la “casa comune” per costruirne una nuova.

Il motivo per cui ho deciso di impegnarmi è perché Stefano Del Frate mi ha raccontato di un bellissimo lavoro di gruppo, svolto negli ultimi mesi, da persone dotate di passione e professionalità, che hanno deciso di impegnarsi nonostante una situazione precaria e difficile. Sono questi i fatti che riescono ad appassionarmi; su questi elementi dobbiamo continuare a lavorare per ispirare i giovani talenti, elevare il dialogo con UPA, con gli Editori e con le Istituzioni.

Tuttavia, dopo quello che ho visto negli ultimi giorni, comincio a nutrire il dubbio di essermi sbagliato e di riconoscere a Massimo Costa parte delle sue ragioni.

Lo statuto non prevede candidature alla Presidenza costruite in anticipo. Il Presidente deve essere espressione coesa dei 9 consiglieri eletti e riflettere il voto di tutti gli associati, nessuno escluso. Se così non dovesse essere o se avessi anche il minimo sospetto che i giochi siano fatti non esiterei un momento a ritirare la mia candidatura e a lasciare l’Associazione, con la tranquillità di averci provato. E’ di cambiamento radicale e profondo che abbiamo bisogno, non di superflui personalismi.

Lavoro da molti anni all’interno di un Gruppo Internazionale, e da qui sono riuscito con orgoglio a riportare l’Italia ad occupare una posizione importante, all’interno dei top 7 Paesi al Mondo per fatturato, grazie ad un percorso di crescita che non ha avuto eguali, anche nel confronto con Francia, Germania, Inghilterra. Tutto questo, lo sapete bene, in un contesto economico difficilissimo e in un mercato Italiano dell’Advertising che ha perso circa un terzo del suo valore nel giro di pochi anni. Proprio in virtù di esperienze internazionali aperte e costruttive molti di noi il cambiamento l’hanno già intrapreso, senza bisogno di fare una vacanza-studio negli Stati Uniti per comprendere le nuove tendenze.

Negli ultimi giorni ho provato a tracciare l’identikit ideale del futuro Presidente di Assocom; sinceramente non sarà scontato trovarlo. Non ci interessa la “capacità di delega”, se questa si trasformerà in assenteismo e latitanza. Non ci interessa lo “spirito di servizio” se questo non si traduce in visione e capacità di ispirare le scelte, soprattutto quelle difficili che ci troveremo ad affrontare.

In questi giorni ho ricevuto moltissimi messaggi di approvazione e di identificazione a questi valori. Per questo rimango fiducioso e non perdo la speranza che l’esito di queste elezioni possa essere diverso da quanto “annunciato”; diverso da quanto si legge in modo uniforme su tutti i giornali.

Mercoledì servirà un voto chiaro e netto, per non lasciar spazio a dubbi o interpretazioni. Questo voto avrà un peso straordinario perché indicherà, in un momento molto delicato, dove vogliamo condurre questa Associazione.

Ho voluto condividere quello che penso, in modo diretto e senza giri di parole, per il bene dell’Associazione e del suo futuro. Perdonatemi se in qualche caso ho alzato i toni oltre la mia consuetudine, sono stato animato da qualcosa in cui credo, senza tuttavia voler essere offensivo nei confronti di chi la pensa diversamente da me.
Non è mai troppo tardi, possiamo farcela, ma non possiamo permetterci di sprecare un’altra occasione, forse la migliore degli ultimi anni.


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