Il 28% degli investimenti pubblicitari in Italia non passa dai centri media, ma viene gestito direttamente dalle aziende. E’ il dato pubblicato da TBS Italy nell’ambito di una ricerca realizzata attraverso il suo servizio ILFAC (Il File degli Attori della Comunicazione), in cui vengono indentificate le aziende che lavorano con o senza un centro media.
La percentuale degli investitori che “bypassano” i centri media aumenta, peraltro, se si parla di pubblicità su mezzi come web (36%) e stampa, sui quali investono direttamente anche inserzionisti che hanno un centro media: è il caso ad esempio di Geox, il cui budget è gestito da GroupM con l’eccezione di quello per la stampa, o di ING Direct e Direct Line, che invece curano internamente gli investimenti online.

A livello di settori merceologici, quelli che meno si avvalgono dei centri media sono Abbigliamento e Accessori (in cui il 20% delle aziende investe direttamente), Cibo Alimentari (7%) e Arredamento (5%). In particolare, fra le maggiori aziende che gestiscono in proprio i budget pubblicitari vi sono nomi come MediaMarket (Medi World), Aruba, Citizen Watch Italy, I pellettieri d’Italia, Tod’s, Immobildream, Casa.it, Giuliani, PGH – Piero Guidi, Bolaffi; alcune di queste, emerge dalla ricerca, si affidano a centro media all’estero, mentre in Italia preferiscono curare gli investimenti internamente.
