
Il rosso è meno profondo. Ma è una delle poche notizie liete per Rcs Mediagroup, che vede diminuire i ricavi sia per quanto riguarda la diffusione sia per quanto concerne la pubblicità.
Il gruppo guidato da Pietro Scott Jovane ha chiuso i primi nove mesi del 2013 con una perdita netta di 175,3 milioni di euro, in miglioramento rispetto al rosso da 380,5 milioni registrato nel corrispondente periodo del 2012. Un miglioramento, però, in gran parte dovuto agli oltre 300 milioni di svalutazione che avevano pesato sul conto economico del 2012 e che non gravano su quello attuale. Per il resto, gli indicatori non migliorano, come confermato anche dalla reazione di Piazza Affari, dove il titolo ha ceduto il 3,45%, a 1,40 euro. Non giova la conferma che il gruppo si aspetta un “risultato netto significativamente negativo” per la fine dell’esercizio. Il passivo dovrebbe aggirarsi intorno al 12%.
I ricavi, infatti, sono in calo del 13,8%, a 965,4 milioni. Peggio hanno fatto i ricavi pubblicitari, scesi del 21,1%, a 337,9 milioni di euro. Peggiorano anche margine operativo lordo. I costi operativi sono calati, portando in assa un risparmio di 94 milioni, ma le sforbiciate di Jovane non è riuscita a incidere sull’imponente costo del lavoro. Che, al contrario, cresce.
Solo una voce promette bene. I ricavi da attività digitali del gruppo sono in crescita del 4,2% rispetto al pari periodo 2012. Toccano i 103,3 milioni di euro, e valgono ancora una fetta limitata (il 10,7%) del fatturato. Ma non c’è dubbio che si tratta di un segno più: lo scorso 30 settembre la quota digitale dei ricavi era ferma all’8,9%. Gli investitori pubblicitari hanno già scelto: se la raccolta dei quotidiani ha perso un quindo del proprio valore, negli ulltimi dodici mesi quella sui mezzi on-line è avanzata del 21,3%. Lo sa bene Pietro Scott Jovane. L’ad ha più volte ribadito che Rcs punterà sempre di più sul digitale. Ma, ancora una volta, ha dovuto affrontare un Cda non certo in un clima sereno. Durante il consiglio, i dipendenti del Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport, hanno presidiato la sede centrale di via Solferino per protestare contro la vendita dell’immobile.
@paolofiore
