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"Più risultati e meno scontri": i misteri del duello Jovane-de Bortoli

Ancora guerra in via Solferino. Gli schieramenti si sono delineati dopo la questione bonus: da una parte l'ad, Pietro Scott Jovane; dall'altra la redazione e il direttore Ferruccio de Bortoli. Serviva un occhio distaccato, quello del corrispondente da Bruxelles Ivo Caizzi, per per guardare il campo di battaglia e darne un descrizione compiuta. Che parte dai dati: nella gestione de Bortoli si sono perse 100 mila copie. Quella di Jovane ha segnato una perdita di un miliardo di euro in tre esercizi. E allora, si chiede il giornalista in una lettera alla redazione, perché il cdr, anzicché schierarsi, non decide di andare allo scontro "con De Bortoli & Jovane"?

 

Care/i colleghe/i

Il Cdr ci segnala uno scontro tra il direttore De Bortoli e i “vertici aziendali” (l’ad Jovane, presumo). Ma non ci rivela perché (e su cosa) si scontrano. Mistero... Credo che comunque, invece di scontrarsi, sarebbe meglio concentrarsi sulle priorità e sulle molte urgenze del Corriere.

Secondo varie fonti, sembra che durante la direzione De Bortoli/Fontana (5 anni) e i noti piani A & B siano emerse (vado a spanne) la perdita di oltre 100 mila copie nella diffusione complessiva, la perdita di oltre 200 mila copie in quella su carta, la perdita della leadership nelle copie vendute in edicola e nelle copie digitali, la perdita di molti lettori del sito (subito dopo il restyling), la perdita di circa 120 giornalisti (50 andati, altri 70 in uscita), la perdita di spazi per la redazione (appaltati a costosi collaboratori esterni di dubbia efficacia sulle vendite di copie), la perdita di resistenza alle pressioni di pubblicità & marketing, la perdita della proprietà della sede storica di Via Solferino, ecc.

Secondo varie fonti, sembra che durante la gestione Jovane (2 anni) siano emerse (vado sempre a spanne) la perdita di oltre un miliardo di euro in tre esercizi (846 milioni attribuibili al passato per Recoletos/Spagna), la perdita di oltre 200 milioni nel primo anno del piano 2013-2015 per lo sviluppo del digitale, la perdita di oltre 50 milioni nel primo trimestre 2014, la perdita prevista nell’intero esercizio 2014, la perdita della proprietà della sede storica di Via Solferino, la perdita della casa editrice francese Flammarion, ecc.

Produrre risultati migliori per il Corriere sarebbe più utile di scontrarsi. Ma, se proprio non se ne può fare a meno, mi sembra più logico che sia eventualmente il Cdr – in quanto rappresentanza sindacale della redazione – a scontrarsi con De Bortoli & Jovane. Magari imponendogli di spiegarci quando constateremo l’avvenuto rilancio del Corriere. O, almeno, di chiarirci perché (e su cosa) si scontrano.

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