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Doppio fronte di scontro per il cdr del Corriere della Sera: da una parte l'azienda, è in particolare il piano che prevede il taglio di 800 posti di lavoro in Rcs (e si fa notare che il Corsera da solo ha i conti in attivo, mentre le perdite sono di Rcs MediaGroup), dall'altra il direttore Ferrucio de Bortoli, per la decisione di affidare a Giovanni Floris il confronto fra Berlusconi e Bersani in diretta web su Corriere Tv (“Non c’era bisogno di Giovanni Floris per la conduzione. Nella redazione esiste più di un collega in grado di ricoprire quel ruolo”, nota il cdr).

Di seguito il comunicato del comitato di redazione contro il piano di tagli voluto dall'a.d. Pietro Scott Jovane; sotto, la lettera inviata a de Bortoli sul confronto Berlusconi-Bersani.

Care lettrici e cari lettori, Il Comitato di redazione del Corriere della Sera comincia da oggi, nel suo spazio sindacale, una campagna per ottenere il cambiamento radicale del piano presentato dall'amministratore delegato di RcsMediaGroup lo scorso 11 febbraio, che prefigura il taglio di 800 posti di lavoro, 640 dei quali in Italia, tra personale giornalistico e non. L'annuncio del piano aziendale ha già creato un grave danno di immagine al Corriere, un giornale che da molti anni ha i conti in attivo, resta il primo punto di riferimento nel panorama dell'informazione in Italia e  gode di grande credito in Europa.

In vista del consiglio di amministrazione di RcsMediaGroup,  previsto per i primi giorni di marzo, il  Cdr sollecita azionisti, amministratori e management a riaprire il confronto. E ribadisce con forza che è inaccettabile un piano centrato sul taglio del costo del lavoro.

Stupisce che si voglia colpire al cuore il Corriere, punta di eccellenza dell’intero gruppo.

L'architettura finanziaria del piano si basa sull'aumento del margine di redditività del gruppo, dall'attuale 4% sul fatturato fino al 10%, da raggiungere nel 2015. Per cogliere questo obiettivo, sostiene l'azienda, è necessario tagliare 100 milioni di euro, di cui 80 direttamente sul costo del lavoro. Questa impostazione non è affatto obbligata. Tutti gli altri numeri del piano, a cominciare dal fatturato, si mantengono costanti nel triennio. Il margine cresce per ricompensare gli azionisti, chiamati a sottoscrivere l'aumento di capitale e per rassicurare le banche con cui andranno rinegoziate le principali linee di credito (l'indebitamento totale del gruppo è pari a 870 milioni).

1) Il Cdr propone di capovolgere questa impostazione. Negli ultimi cinque anni di esercizio (2007-2011) gli azionisti hanno incassato dividendi per 107 milioni. Ebbene ora gli azionisti, a cominciare da quelli raccolti nel patto di sindacato, sono chiamati a fare la loro parte: aumento di capitale adeguato alla necessità di sostenere il rilancio del giornale, senza contropartite immediate.

2) Le risorse finanziare dovranno essere indirizzate verso investimenti nelle aree della carta e del digitale, con l'obiettivo di aumentare i ricavi del gruppo nel triennio . Se 180 milioni di investimenti non bastano, se ne dovranno stanziare di più. Se ci sono azionisti che non sono in grado di reggere lo sforzo per difficoltà legate alle loro aziende, dovrebbero lasciare spazio a nuove forze. Il Corriere del futuro non può essere gestito con una logica di conservazione e di rendita. Il prestigio che comporta essere azionisti del Corriere va bilanciato da un impegno alla stessa altezza.

3) Il Cdr invita il management a cogliere le nuove opportunità che offre la trasformazione del mondo dei media: web, i-Pad, smartphone, video e altro. Il tempo non è più una variabile indifferente. E’ necessario elaborare in fretta progetti concreti, in stretto contatto con la direzione editoriale del Corriere, ma anche  con quelle professionalità che all’interno del giornale sono in grado di valutare le sfide (e le insidie) offerte dalla trasformazione digitale. Questo è il settore che per il futuro dovrà garantire incrementi di fatturato e redditività, ma il piano aziendale non indica con chiarezza come la storia e l’autorevolezza del Corriere dovranno essere declinate sulle nuove piattaforme, né viene sciolto il nodo dell'offerta Internet a pagamento. Dobbiamo confrontarci con concorrenti che hanno avviato più celermente di noi il processo di innovazione e con un mercato globale che ci espone, in contemporanea, alla concorrenza dei grandi aggregatori di notizie e dei piccoli produttori di contenuti digitali ad alto tasso di specializzazione.

4) il Corriere deve restare in via Solferino 28, un bene unico e irripetibile del patrimonio culturale italiano.

Nei prossimi giorni il Cdr continuerà a offrire ai suoi lettori un quadro sui recenti errori di gestione del gruppo RcsMediagroup e sulle opportunità offerte dal mercato editoriale, con una serie di contributi realizzati dai giornalisti del Corriere.

Il Cdr del Corriere della Sera - data 20/2/2013


La lettera del cdr del Corriere della Sera al direttore Ferruccio de Bortoli

Caro Direttore, con sorpresa abbiamo visto oggi che, per il confronto Bersani-Berlusconi, Corriere tv si è avvalso della conduzione del giornalista Rai Giovanni Floris. Siamo convinti che nella redazione del Corriere esista più di un collega in grado di ricoprire quel ruolo. Siamo altresì convinti che, mentre l’azienda colpisce l’identità del Corriere, vada fatto ogni sforzo per valorizzare le professionalità interne.

Cordiali saluti

Il Cdr  - data 19/2/2013

Tags:
corriere della seracdrde bortolircs
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