Maurizio Crozza torna nei panni del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con uno dei monologhi più brillanti della stagione di Fratelli di Crozza, in onda sul Nove e in streaming su Discovery+. Protagonista della scena: la grazia concessa a febbraio 2026 da Mattarella a Nicole Minetti — l’ex consigliera regionale condannata in via definitiva per favoreggiamento della prostituzione e peculato nel processo Ruby — finita al centro di polemiche dopo che Il Fatto Quotidiano aveva sollevato dubbi sulle informazioni contenute nell’istanza.
“Perdonami Signore, so di aver fatto una stupidaggine”
Il Mattarella di Crozza si apre in una confessione privata con Dio. “Perdonami Signore, perdonami perché so di aver fatto una stupidaggine, una leggerezza. Scanzi direbbe che ho fatto una cazzata, è andato giù duro”. Un riferimento diretto al giornalista Andrea Scanzi del Fatto Quotidiano, tra i più critici della grazia presidenziale. Ma la difesa arriva subito: “Io sono sempre stato una persona per bene. Tu lo sai. Ma hai mai fatto una cena elegante con una Minetti? Mai”. Un’allusione alle “cene eleganti” di Arcore che avevano coinvolto la diretta interessata ai tempi del processo Ruby.
“Undici anni faro di rettitudine, e poi la Minetti”
Il monologo gioca sull’autocommiserazione del personaggio. “È da undici anni che sono qui per gli italiani, sono un faro di rettitudine per tutti gli italiani”, dice il Mattarella di Crozza, prima di ammettere: “Per cui se ho fatto, come dice Scanzi, quella roba lì — scusami, Signore”. E poi il rimpianto: “Bastava guardare la foto della Minetti per capire che non puoi darle la grazia. Ha aiutato Berlusconi col caso Ruby. Tu ricordi il Signore? In questura di notte, dicendo che Ruby era la nipote di Mubarak”.
Entra il fantasma di Berlusconi
La scena si arricchisce con l’apparizione del fantasma di Silvio Berlusconi, morto nel 2023 ma ancora presente nella politica italiana attraverso i figli e il partito. “In questo paese siamo soddisfatti di Berlusconi. Non vi libererete mai di me — dice il fantasma — sono il calcare del paese. Ho messo trappole ovunque: ho due figli che gestiscono il partito. Sergione ha preso il mio nome per concupire voi comunisti”. Un riferimento a Marina e Pier Silvio Berlusconi e alla dinamica di FI post-Berlusconi. La conclusione surreale: “Quella poltrona è mia, Tu hai solo la nuda proprietà”, dice il fantasma-Berlusconi rivolgendosi a Dio. Chiusura di Mattarella-Crozza: “Spero tanto di andare all’inferno”.
