La satira di Maurizio Crozza colpisce ancora, e questa volta lo fa prendendo di mira uno dei temi più delicati del dibattito politico: il rapporto tra politica e magistratura.
Nella nuova puntata di Fratelli di Crozza, in onda sul Nove e disponibile su Discovery+, il comico ligure torna a vestire i panni di Antonio Tajani, costruendo uno sketch che gioca sull’idea del voto “Sì” come forma di protezione personale.
Il concetto viene portato all’estremo: votare diventa una sorta di antifurto contro intrusioni giudiziarie. Crozza immagina magistrati che entrano “dalla finestra del bagno”, si fingono tecnici del gas o addirittura processano le persone direttamente “in tinello”.
Un’escalation comica che si regge su un meccanismo ben preciso: trasformare una questione istituzionale complessa – la separazione delle carriere – in una paura quotidiana, quasi domestica.
Il momento più efficace arriva quando Tajani-Crozza usa una metafora calcistica:
“Non è che l’arbitro di Juve-Roma va a dormire col centravanti della Roma”
Una battuta semplice, ma perfetta per rendere accessibile un tema tecnico e spesso distante dal pubblico.
Non manca il riferimento a Silvio Berlusconi, figura ricorrente nella narrazione crozziana, evocata attraverso episodi surreali come magistrati che escono da una torta con un avviso di garanzia.
Lo sketch si chiude poi con una deriva volutamente caotica e nonsense, tra telefonate improbabili e riferimenti televisivi, che accentuano il senso di confusione e paradosso.
Ancora una volta, Crozza riesce a fare ciò che gli riesce meglio: usare l’assurdo per raccontare qualcosa di profondamente reale.
E lo fa con una domanda implicita che resta allo spettatore: quanto di tutto questo è davvero così lontano dalla realtà?
