Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Mediatech » Da Vasco ai Metallica fino a Ultimo, i concerti con più spettatori

Da Vasco ai Metallica fino a Ultimo, i concerti con più spettatori

Dal primato italiano di Ultimo alla festa di Vasco a Modena Park, fino a Metallica, Pink Floyd, Copacabana e Live Aid: i concerti diventati eventi di massa

Da Vasco ai Metallica fino a Ultimo, i concerti con più spettatori
Vasco Rossi, Modena Park 2017 (Foto Lapresse)

Alcuni concerti entrano nella storia per i numeri, altri restano nella memoria per le immagini. Dal record di Ultimo a Tor Vergata alla festa di Vasco Rossi a Modena Park, fino ai grandi raduni internazionali di Copacabana, Mosca, Venezia e Woodstock: tutte le volte che la musica chiama e il pubblico risponde presente.

Tor Vergata aggiorna il primato italiano, Rio resta la capitale delle folle oceaniche

Il nuovo primato italiano se lo prende Ultimo nella sua Roma. lo scorso 4 luglio 2026, Ultimo ha riempito l’area di Tor Vergata con 250mila spettatori per “La favola per sempre”. Il concerto ha superato il riferimento che per anni aveva rappresentato il massimo del live italiano: Vasco Rossi al Modena Park, il primo luglio 2017, con 225.173 biglietti emessi.

Vasco aveva costruito a Modena il concerto-monstre dei quarant’anni di carriera, con una platea divisa in aree e un evento pensato come un vero e proprio raduno nazionale. Ultimo è andato oltre: 250mila spettatori a Tor Vergata, una folla pari a tre volte San Siro e un ritorno economico stimato in decine di milioni per Roma.

Fuori dallo stivale il record pagante porta a Zagabria. Nel 2025 il croato Marko Perković Thompson ha richiamato oltre 450mila persone all’Ippodromo della capitale, rivendicando il concerto a pagamento più affollato di sempre. Un numero enorme, accompagnato però dalle polemiche internazionali sul profilo politico del cantante e su una parte del suo pubblico. Da anni è accusato di usare simboli e slogan legati agli Ustascia, il regime croato filonazista della Seconda guerra mondiale. Lui parla di patriottismo, ma i suoi concerti sono stati contestati o vietati in diversi Paesi europei.

I numeri più impressionanti arrivano (ovviamente) dai concerti gratuiti. Qui la città simbolo è Copacabana, che da anni funziona come una piazza globale della musica pop e rock. Rod Stewart è indicato dal Guinness dei primati con oltre 3,5 milioni di persone per il concerto di Capodanno del 1994, anche se una parte della folla era sulla spiaggia per i fuochi e non solo per lui. Anche Jean-Michel Jarre è entrato in questa classifica di folle irreali: a Mosca, nel 1997, suonò davanti a circa 3,5 milioni di persone durante le celebrazioni per gli 850 anni della città.

Negli ultimi anni Rio ha trasformato quella tradizione in una macchina da grandi eventi. Madonna ha chiuso il Celebration Tour a Copacabana nel 2024 davanti a circa 1,6 milioni di persone. Lady Gaga nel 2025 è salita a circa 2,1 milioni. Shakira, nel maggio 2026, ha richiamato circa 2 milioni di spettatori a Copacabana con un concerto gratuito, il più grande della sua carriera. Sono cifre che raccontano una cosa molto chiara: quando il palco è gratis e la città diventa parte dello show, il live smette di essere solo un concerto e diventa una partecipazione fisica dello spazio urbano.

Anche i Rolling Stones hanno lasciato il segno a Copacabana. Nel 2006 suonarono gratis sulla spiaggia davanti a una folla stimata tra 1,5 e 2 milioni di persone. Un muro umano sulla sabbia, il palco affacciato sull’oceano e Rio trasformata per una notte in una gigantesca arena rock

Il caso Metallica a Mosca nel 1991 merita un capitolo a parte. Il video del Monsters of Rock all’aeroporto di Tushino è diventato una delle immagini più potenti nella storia del metal, ma il numero da 1,6 milioni va trattato con prudenza. Le ricostruzioni più caute parlano di circa 500mila presenti nelle note del video ufficiale e di oltre 700mila secondo gli organizzatori. C’era un festival, non un concerto dei soli Metallica: sul palco passarono anche AC/DC, Pantera, The Black Crowes ed E.S.T.. Il concerto fu reso celebre anche dal video dell’esibizione di Enter Sandman dove si vedono i soldati dell’Armata Rossa schierati per contenere la folla che cantano: divise in mezzo al fango, ragazzi che pogano davanti al palco e un concerto metal diventato, senza volerlo, una delle immagini più assurde degli ultimi mesi dell’Unione Sovietica.

Poi ci sono i concerti che non vincono per numero di spettatori, ma per quello che lasciano nella memoria collettiva. I Pink Floyd a Venezia, il 15 luglio 1989, sembrano ancora oggi una scena impossibile: il palco galleggiante davanti a San Marco, le gondole ferme sull’acqua, circa 200mila persone affacciate sulla laguna e milioni di spettatori collegati in mondovisione. La musica arrivò ovunque, insieme alle polemiche: città invasa, gestione contestata, rifiuti lasciati a terra e Venezia costretta a fare i conti con una notte tanto indimenticabile quanto ingestibile.

Da citare anche Live Aid, il 13 luglio 1985, nacque per raccogliere fondi contro la carestia in Etiopia e mise insieme due palchi collegati in diretta: Wembley, a Londra, con circa 72mila persone, e il John F. Kennedy Stadium di Philadelphia, con circa 89mila spettatori. In scaletta passarono Queen, U2, David Bowie, Elton John, Paul McCartney, Madonna, The Who, Dire Straits, Led Zeppelin, Mick Jagger e Tina Turner. Davanti alla tv c’erano circa 1,5 miliardi di persone. I Queen suonarono poco più di venti minuti e quel set, da Bohemian Rhapsody a We Are the Champions, è rimasto tra le esibizioni più famose nella storia del rock.

Woodstock, nell’agosto 1969, fu un festival e non un concerto singolo. A Bethel, nello Stato di New York, arrivarono tra 400mila e mezzo milione di persone: ragazzi nel fango, tende improvvisate, chitarre, pioggia, corpi stretti nei campi e tre giorni diventati simbolo di una generazione. Sul palco passarono Jimi Hendrix, Janis Joplin, The Who, Santana, Joe Cocker, Crosby, Stills, Nash & Young e Joan Baez. Più che un record di pubblico, Woodstock è rimasta l’immagine e il luogo simbolo della controcultura americana.

I record dei concerti vivono in posti diversi e soprattutto nei ricordi di chi ci è stato. Ci sono quelli dei biglietti staccati, con Ultimo, Vasco e Thompson. Ci sono le spiagge senza tornelli, il mare e la suggestione da Rod Stewart a Madonna, da Lady Gaga a Shakira e ai Rolling Stones. E poi ci sono le immagini che restano impresse nella memoria: i Pink Floyd galleggianti sull’acqua di Venezia, i Metallica davanti ai soldati a Mosca, Freddie Mercury che tiene Wembley nel palmo di una mano.

LEGGI TUTTE LE NOTIZIE DELLA SEZIONE MEDIATECH