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Donna gettata dal cavalcavia, il direttore di Affaritaliani Marco Scotti a Storie Italiane: “La legge c’è ma non funziona”

Lo psichiatra che seguiva il killer da 15 anni lo ha definito un “soggetto tranquillo”. Ma qualcosa non torna

Donna gettata dal cavalcavia, il direttore di Affaritaliani Marco Scotti a Storie Italiane: “La legge c’è ma non funziona”

Continua a tenere banco la drammatica vicenda della provincia di Firenze costata la vita a Lorena Isceri, la 45enne che è stata uccisa dal suo ex Federico Vella, che l’ha lanciata da un cavalcavia sulla A1 dopo averla rapita sotto casa a Firenze e chiusa nel bagagliaio. Se ne parla a “Storie Italiane” su Rai 1. In un’occasione Federico Vella avrebbe assunto atteggiamenti aggressivi nei confronti dello psichiatra al quale Lorena Isceri aveva consigliato di rivolgersi. Il 35enne sarebbe arrivato a non farlo parlare e a puntargli il dito. A quel punto lo specialista gli avrebbe detto: “Si calmi o chiamo i carabinieri“. A raccontare questo episodio è Antonia Argentiero, madre della vittima.

Sul tema interviene anche il direttore di Affaritaliani Marco Scotti: “La legge c’è – dice Scotti – ma ci sono poi tutta una serie di gangli sotto che si muovono in modo farraginoso, c’è la parte medica, giudiziaria e investigativa ma è come se facessero fatica a interagire tra loro. Sembra che nessuno riesca a trovare un modo per evitare che queste tragedie si ripetano. Sul tema delle consulenze psichiatriche, io alzo anche un po’ le mani, non so fino a che punto si possa parlare delle condizioni del paziente senza violare gli obblighi professionali legati alla privacy. Però è ovvio che se si ha in cura un paziente e si riconoscano le fragilità servirebbe sicuramente un meccanismo di comunicazione. Bisogna riflettere non su quel medico ma sul sistema”.