Stefano Quintarelli ce l’ha fatta. L’emendamento che assegna al governo le attività digitali è stato accolto con un plebiscito: 364 votanti, 364 favorevoli. Eppure, in un primo momento, il governo aveva espresso parere contrario. Salvo poi fare marcia indietro, per bocca del ministro Maria Elena Boschi.
L’emendamento è importante perché introduce una modifica alla costituzione. In particolare all‘articolo 117. Che al punto “r” assegna allo Stato la legislazione esclusiva in materia di “coordinamento informativo statistico e informatico dei dati dell’amministrazione statale, regionale e locale”. Grazie a Quintarelli, eletto nelle file di Scelta Civica, si mette nelle mani del governo una leva fondamentale. Perché allo Stato non spetta solo legiferare sui “dati”, ma anche sui “processi e sulle relative infrastrutture e piattaforme informatiche“. In altre parole, il Governo acquisisce maggiori poteri nel campo digitale, ormai centrale nello sviluppo del Paese.

