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“Sono solo per bianchi”: le emoticon saranno multietniche

“Sono solo per bianchi”: le emoticon saranno multietniche
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Lo avevate notato? Tra le 722 emoji, le “faccine” diventate consuetudine nella comunicazione on line, manca qualcosa: le differenze etniche. Adesso però un rapporto di Apple e Google svela le prossime novità

Lo avevate notato? Tra le 722 emoji, le “faccine” diventate consuetudine nella comunicazione on line, manca qualcosa: le differenze etniche. Sono tutte “caucasiche”. Si può trovare di tutto, da donne che si massaggiano la testa fino a Tony Manero che balla. Ma nessun afroamericano. Adesso però sembra che Apple e Google vogliano cambiare rotta. Da metà 2015 potrebbero dare più colore alle emoji.

Tutto è partito qualche mese fa, con una petizione lanciata sul sito dosomething.org. Una lettera, rivolta al ceo della Mela Tim Cook, che chiedeva di differenziare le faccine in base al colore della pelle. Passa un po’ di tempo e qualcosa si sblocca. Mark Davis e Peter Edberg, dipendenti di Google e Apple, hanno pubblicato un rapporto in cui chiedono ufficilamente a Unicod (l’organizzazione che standardizza i caratteri elettronici) di introdurre nuove faccine. “Le emoji – si legge nel rapporto – sono di origine giapponese e hanno solo carnagione chiara”.  Ma è tempo di cambiare: “Gli utenti chiedono emoticon che riflettono la diversità, in particolare per il colore della pelle”.

Non solo: l’uniformità culturale delle emoji si nota anche in altri settori. Nella cucina, ad esempio. Le radici nipponiche si riconoscono grazie alla presenza di sushi e noodles. Ma mancano gli hot dog e i burrito. “La diversita – scrivono Davis e Edberg – non si ferma al colore della pelle. Per questo è importante che Unicos adotti differenti tipi di capelli, barba, forme del corpo”. E anche, forse con riferimento alla religione, “diversi capricapi”.