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Protesta Femen contro Zuckerberg: “Facebook, lascia in pace i miei capezzoli”

Protesta Femen contro Zuckerberg: “Facebook, lascia in pace i miei capezzoli”
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Protesta Femen contro Zuckerberg: “Facebook, lascia in pace i miei capezzoli”
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Protesta Femen contro Zuckerberg: “Facebook, lascia in pace i miei capezzoli”

Facebook, lascia in pace i miei capezzoli“. Le Femen non ci stanno. Il blitz delle compagne di Inna Shevchenko contro Mark Zuckerberg era nell’aria fin da quanto il fondatore di Facebook aveva fatto indignare qualche mese fa il mondo femminile offrendo come “bonus” alle dipendenti la possibilità di congelare e conservare i loro ovuli per rinviare una gravidanza che può essere di ostacolo alla loro carriera.

Ora, in occasione dell’intervento di Zuckerberg al Mobile World Congress di Barcellona, la più importante fiera al mondo sulla telefonia mobile, le Femen hanno colto la palla al balzo per mostrare il loro seno contro la politica del social network della Silicon Valley colpevole di oscurare le foto di protesta delle attiviste. 

“Facebook, il sessismo è uno dei nostri termini e condizioni” denunciano le Femen, immediatamente braccate dalla polizia che le ha invitate a rivestirsi. Recentemente Facebook ha chiuso alcuni profili in cui apparivano le foto delle Femen, come quello di Eloise Bouton, una giornalista francese, oscurata dopo che sul suo profilo era comparsa la copertina del suo libro, “Confessione di una ex-Femen“, sulla quale la bella Eloise posava con i seni scoperti nel tipico stile del gruppo di attiviste. La copertina del libro è stata giudicata inappropriata perché contente la nudità, è stata la motivazione addotta dal social network.