Francesco Giorgino in seconda serata su Rai 1, ecco qualche anticipazione sul suo programma "XXI Secolo - Quando il presente diventa futuro" - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 14:25

Francesco Giorgino in seconda serata su Rai 1, ecco qualche anticipazione sul suo programma "XXI Secolo - Quando il presente diventa futuro"

Torna il programma ideato e condotto da Francesco Giorgino: appuntamento per lunedì 2 febbraio in seconda serata su Rai 1

di Chiara Feleppa

"XXI Secolo - Quando il presente diventa futuro", su Affaritaliani le novità del programma di Giorgino in seconda serata su Rai 1 

Tutto pronto per il ritorno di “XXI Secolo - Quando il presente diventa futuro”, il programma ideato e condotto da Francesco Giorgino, in onda da lunedì 2 febbraio in seconda serata su Rai 1. Affaritaliani.it, presente alla conferenza stampa di presentazione, ha intercettato il giornalista che ha svelato qualche anticipazione.  

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"I telespettatori devono aspettarsi un approfondimento più pacato, ma capace di entrare davvero dentro i temi di maggiore attualità: è un programma di servizio pubblico", ha sottolineato Giorgino ai nostri microfoni, annunciando poi una novità importante, ovvero "la presenza in studio di un pubblico composto interamente da giovani universitari, rappresentanti della generazione Z".

"Mi interessa che il loro punto di vista, le loro domande e le loro chiavi interpretative ci aiutino, anche come giornalisti, a cogliere la complessità del nostro tempo", ha spiegato, aggiungendo che "il pubblico in studio è un elemento di forza che dà energia anche a chi conduce: è uno stimolo in più, una possibilità di ricevere sollecitazioni e di allargare le chiavi interpretative che normalmente noi giornalisti abbiamo".

Sulla scelta di andare in onda in seconda serata, durante il corso della presentazione del programma, Giorgino ha spiegato che "i programmi di approfondimento sono sempre andati in seconda serata, salvo appunto delle serate speciali. Quindi non è che si può derogare a questo principio che peraltro è codificato sulla base di scelte editoriali fondate a loro volta su analisi di marketing precise". "La conduzione in seconda serata su Rai1 per me è già un grande riconoscimento", ha sottolineato il giornalista che ha aggiunto: "Mi auguro che questo programma si consolidi nel tempo perché comunque è chiaro che c'è bisogno di fidelizzazione col pubblico, c'è bisogno di una continuità nel tempo". 

E infine, qualche anticipazione sulla prima puntata: "Proveremo a raccontare le Olimpiadi sia dal punto di vista della loro dimensione mediatica, sia come leva di crescita per il nostro Paese. Ospitare le Olimpiadi significa creare i presupposti per lo sviluppo del territorio e rafforzare l’immagine dell’Italia nel mondo", ha concluso Giorgino.

"XXI Secolo - Quando il presente diventa futuro", la riflessione di Giorgino sul ruolo della tv 

Durante la presentazione del programma "XXI Secolo - Quando il presente diventa futuro" spazio anche a qualche riflessione sul ruolo della tv che "resiste" al proliferare di sempre più mezzi di comunicazione.  

 
Rai, la conferenza stampa di presentazione del programma di Giorgino "XXI Secolo - Quando il presente diventa futuro"

 

AFFARITALIANI ALLA PRESENTAZIONE DEL PROGRAMMA RAI: GUARDA IL VIDEO  

"Se ci riflettete, mai nella storia ci sono stati dei mezzi di comunicazione precedenti che sono stati cancellati dall'arrivo di quelli successivi. Facciamo qualche esempio: la stampa d’élite, quella che ha consentito a Jürgen Habermas di elaborare la teoria dell’opinione pubblica borghese: un prodotto elitario, legato alla borghesia che si riuniva nei caffè per discutere di attualità. Con l’Ottocento nasce la stampa di massa negli Stati Uniti, tra il 1830 e il 1833 circa, ma la stampa d’élite non scompare, continua a esistere accanto a quella di massa. Poi arrivano il cinema, la radio e, successivamente, la televisione, che nasce dalla fusione di due linguaggi: quello cinematografico e quello radiofonico", ha spiegato il professore Giorgino. 

"Dopo la televisione arrivano il primo web, il secondo web e infine quella che Van Dijck definisce la platform society, la società delle piattaforme social. Ma anche qui c’è un elemento chiave: la forza dei social sta nell’uso di contenuti audiovisivi, cioè di linguaggi che nascono proprio all’interno del mezzo televisivo. Più che di sostituzioni, quindi, parliamo di trasformazioni: c’è spazio per tutti, a patto che ogni mezzo faccia ciò per cui è nato e sappia adattarsi", ha precisato il giornalista.

"Il problema nasce quando tutti cercano di fare la stessa cosa, perché così si genera solo confusione. Per questo tengo molto a sottolineare la differenza tra un’informazione senza giornalismo e un’informazione fondata sul giornalismo. È importante che il pubblico capisca che l’informazione giornalistica si basa su competenze tecniche, espressive, tecnologiche e relazionali, sulla conoscenza dei pubblici e, soprattutto, su competenze deontologiche fondamentali", ha concluso Giorgino. 

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