L’allarme lanciato da Tim Barners-Lee
Parla il padre di Internet e quindi andrebbe ascoltato. Tim Berners-Lee, colui che creò il web e decise di metterlo a disposizione di tutti invece di brevettarlo, mette in allarme sulle possibili conseguenze dell’intelligenza artificiale senza controllo. Erano i primi anni Novanta, lui era un giovane informatico britannico al Cern di Ginevra quando, cercando un modo per far comunicare gli scienziati, immaginò di “abitare Internet” con oggetti nuovi — poi: i siti web. Scrisse i protocolli Http, Url e Html, e quando vide che funzionava non cercò di farne solo un profitto. Nella sua idea – racconta a Il Corriere della Sera – il web doveva essere un luogo creativo, collaborativo, compassionevole. Guardando a quello di oggi, c’è ancora creatività, ma le persone vengono anche sfruttate dalle grandi aziende. Non siamo in prigione, ma non siamo liberi come avremmo dovuto essere”.
Tim Barners-Lee mette in guardia dall’IA senza controllo. “Bisogna riunire i migliori ricercatori di tutte le organizzazioni. Il modello è il Cern, che fu creato dopo la Seconda guerra mondiale per sviluppare l’energia nucleare in modo sicuro: si radunarono fisici e ingegneri in un’organizzazione ratificata da un trattato fra Paesi europei. Era un luogo dove si poteva sviluppare una tecnologia potente, ma sotto la supervisione della comunità scientifica. Sviluppare un’IA molto potente richiede lo stesso tipo di struttura vincolante“. Barners-Lee sostiene che i rischi siano veramente tanti e cita “disoccupazione di massa” ma addirittura anche “estinzione umana”. “Nel breve termine – sostiene il padre del Web – dobbiamo preoccuparci del lavoro, ma credo che ce la caveremo: le persone sono molto adattabili. Ci saranno lavori che l’IA sostituirà, ma anche lavori che non potrà fare, e le persone si orienteranno verso quelli”.
Poi sposta il focus sui social: “Esistono social abbastanza innocui e social che causano seri problemi di salute mentale. Quando si
progetta una piattaforma, si ha una serie di scelte da fare. Usavo Instagram quando era un buon modo per seguire amici e familiari; ora il mio profilo è travolto da ogni tipo di contenuto, così ho smesso, perché crei più dipendenza. Confrontatelo con Pinterest, che è divertente senza creare dipendenza. È una decisione degli ingegneri e di chi gestisce la piattaforma“.

