Continua la crisi de Il Sole 24 Ore. Il quotidiano di Confindustria ha chiuso il primo semestre del 2013 con una perdita di 21,3 milioni di euro, contro il passivo di 8,9 milioni accusato nello stesso periodo del 2012. I ricavi sono ammontati a 198 milioni, in calo del 13,8% rispetto ai circa 230 milioni ricavati nei primi sei mesi del 2012. Il margine operativo lordo è stato negativo per 13,8 milioni, contro il passivo di 4,2 milioni dei primi sei mesi del 2012. Il calo dei ricavi deriva principalmente dall’andamento del mercato pubblicitario che su Il Sole 24 Ore risente della persistente crisi della pubblicità finanziaria.
L’Ebitda è negativo per 13,8 milioni di euro, in riduzione di 9,6 milioni di euro rispetto al primo semestre 2012 derivante da un calo dei ricavi consolidati di 31,6 milioni di euro e da miglioramenti sui costi e degli altri componenti di reddito per complessivi 22 milioni di euro. Il risultato netto di Gruppo a -21,3 milioni di euro, in diminuzione di 12,8 milioni di euro rispetto al pari periodo del 2012, la posizione Finanziaria Netta negativa per 37,4 milioni di euro. I ricavi digitali ammontano a 71,6 milioni di euro, in incremento di 2,7 milioni di euro, pari al 3,8% rispetto al primo semestre del 2012. L’incidenza sul totale dei ricavi consolidati passa dal 30,0% al 36,2%. Il costo del personale diminuisce di 6,6 milioni di euro, pari al 8,0%. Gli altri costi diminuiscono di 16,2 milioni di euro, rispetto allo stesso periodo del 2012.
In particolare: costi per materie prime e di consumo diminuiscono di 4,0 milioni di euro; costi di distribuzione diminuiscono di 3,2 milioni di euro (-15,8%); costi di produzione, in diminuzione di 6,7 milioni di euro (-19,8%); costi provvigionali e altri costi di vendita in diminuzione di 1,9 milioni di euro, direttamente correlato all’andamento dei ricavi e grazie alla razionalizzazione delle strutture di vendita. Per la società nel secondo semestre, se per i ricavi pubblicitari non sono prevedibili mutamenti significativi del trend attuale, è importante rilevare che molte delle azioni intraprese (strategia di sviluppo digitale rivolta a tutti i segmenti di clientela, riduzioni di costi gia’ avviate, importanti interventi di razionalizzazione della struttura produttiva, progettazione multimediale mirata ai grandi clienti pubblicitari) esplicheranno i propri effetti principalmente nella seconda parte dell’anno mitigando almeno in parte gli effetti della crisi.
