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InnovAction Lab, parte la corsa delle imprese innovative

InnovAction Lab, parte la corsa delle imprese innovative
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Nei prossimi mesi alcuni degli studenti universitari più ambiziosi e in gamba di Lazio e Lombardia parteciperanno a InnovAction Lab. Per trasformare un’idea in impresa
InnovAction Lab, parte la corsa delle imprese innovative
InnovAction Lab, parte la corsa delle imprese innovative
InnovAction Lab, parte la corsa delle imprese innovative

di Augusto Coppola, InnovAction Lab co-founder

Nei prossimi mesi alcuni degli studenti universitari più ambiziosi e in gamba di Lazio e Lombardia parteciperanno a InnovAction Lab affrontando una serie di problemi pratici a cui gli imprenditori si trovano davanti quando decidono di lanciare imprese innovative. Avranno tre mesi per trasformare un’idea di business in una startup da presentare a investitori professionali. Lo faranno nella maggior parte dei casi insieme a persone di cui oggi ignorano l’esistenza e che fra pochi mesi potrebbero essere i loro soci.

InnovAction Lab è un’associazione non profit nata per avvicinare concretamente i giovani universitari italiani al mondo dell’imprenditoria innovativa e, in particolare, a quello delle startup e degli investimenti privati. Scopo del progetto è aiutare gli studenti a valutare il potenziale economico di una iniziativa e presentarla agli investitori. Negli ultimi quattro anni InnovAction Lab ha formato, senza chieder loro nulla in cambio, 530 ragazzi e ragazze, i quali hanno dato vita a 30 imprese che hanno raccolto 4,5 milioni di euro sul mercato del venture capital. Da InnovAction Lab sono nati anche altri sette progetti di business ancora in attesa di finanziamento. Lo scorso anno una delle startup di InnovAction Lab, Atooma, è stata premiata al Mobile World Congress come miglior app del mondo. InnovAction Lab è sostenuta da JP Morgan Chase Foundation ed è inoltre partner dello Startup Revolutionary Road, promosso da Microsoft YouthSpark in collaborazione con Fondazione Cariplo, e di World Wide Rome.

L’approccio formativo è innovativo. Oltre alla frequenza di seminari su lean management, pitching, venture capitalism e sviluppo dei modelli di business, agli studenti viene infatti chiesto di risolvere problemi tipici di chi fonda startup, senza fornire alcun aiuto esterno da parte degli organizzatori. Non vengono indicati testi né riviste, neppure risorse web o indicazioni di best practice da seguire: gli studenti sono chiamati a trovarli da soli e condividerseli in una formula dove chi vince – si vincono sessioni di approfondimento in visita nei luoghi dove l’innovazione si può toccare con mano, come Silicon Valley, Singapore e Israele – vince solo se vincono tutti. All’interno di InnovAction Lab la competizione è infatti serratissima e se poi alla fine solo un team vince, durante tutto il percorso le sconfitte dei singoli vengono considerate fallimenti dell’intero gruppo dei partecipanti. Unico supporto ai team sono imprenditori di successo che mettono a disposizione dei giovani la propria esperienza.

Il percorso di apprendimento si conclude con due prove di pitch, ossia presentazioni di sette minuti del progetto di business a cui il team sta lavorando. I pitch vengono giudicati dai “docenti” e dai colleghi nel modo più severo e crudo possibile, senza mai cercare di indorare la pillola. Le migliori startup accedono alla finale nazionale di InnovAction Lab, il più grande evento per startup early stage in Europa, al quale prendono parte ogni anno oltre un migliaio di persone, 40 fondi di investimento privato e circa 100 tra investitori privati e manager di fondi di venture capital.

Le iscrizioni ai prossimi corsi, che partiranno il 29 marzo e si svolgeranno a Roma e Milano, si chiuderanno il 22 marzo. Per chi parteciperà, il primo problema da risolvere è scrivere un curriculum vitae di una pagine e accompagnarlo con un’adeguata lettera di motivazioni, secondo le regole delineate sul sito dell’iniziativa. In media, solo uno su tre dei candidati supera le selezioni e viene ammesso al programma.