Sempre più informazione sbarca su TikTok. La nota app ritenuta un’esclusiva degli adolescenti si sta evolvendo gradualmente in un tipo di piattaforma più dinamico, con contenuti diversificati e con una platea di utenti più vasta. Canzoni, video musicali, ma ora anche notizie. Dal Washington Post al Guardian, dalla Cbs alla Cnn e a Cosmopolitan, come scrive Marco Capisani su ItaliaOggi, sulla app cinese si fa ormai anche informazione, e si parla di arte, di cinema e di scienza. Anche in Italia molte riviste, da Vogue e Vanity Fair a Wired, così come molte emittenti radiofoniche, hanno un profilo su TikTok. E non mancano i rappresentanti sia di quotidiani (Repubblica, con un profilo a parte anche il suo caporedattore centrale specializzato sul digitale Alessio Balbi e il Corriere dello Sport) sia di testate online (Fanpage), sottolinea Capisani.
I media scelgono TikTok, e a confermarlo a ItaliaOggi è stato Normanno Pisani, head of content&partnerships Italy: “Il 2020 è stato l’anno in cui l’edutainment è stato tra i temi più seguiti. Il nostro hashtag #imparacontiktok ha generato oltre 3,5 miliardi di visualizzazioni complessive. Quindi, dai contenuti a metà tra educazione e intrattenimento è stato più breve il passaggio verso l’informazione vera e propria, dal punto di vista dei creatori di contenuti e del pubblico”.
Il pubblico globale dell’app, secondo una ricerca Kantar, riporta ancora ItaliaOggi, è formato per il 32% da utenti tra i 25 e i 34 anni ma per un 35% anche da utenti over 35. “I nostri contenuti possono interessare chiunque abbia voglia di condivisione tramite format video” spiega Pisani a ItaliaOggi. “Per quel che riguarda la stampa in generale, direi che si tratta di un’evoluzione in fieri. Ma le testate si dividono al momento secondo due modelli: quelle che puntano all’approfondimento prendendo spunto dai trend di TikTok e quelle che, invece, curano perlopiù l’attualità, l’informazione vera e propria. Sul primo versante si muovono, tra gli altri, Washington Post e The Guardian; sul secondo Cbs News”. Fa riflettere che negli Stati Uniti è stato avviato “un team di supporto a ogni redazione per organizzare il debutto sull’app e il caricamento dei contenuti”.


