Fin dalla sua alba la televisione ha sempre avuto regole piuttosto rigide. La funzione inziale della tv è stata quella di acculturare gli italiani. Si parla di anni in cui la seconda guerra mondiale era terminata da poco e l’alfabetizzazione degli italiani era una delle priorità della nascente televisione, insieme all’informazione, partendo dai telegiornali e fino ai programmi di inchiesta. Poi ci si è resi conto che era importante anche divertire il pubblico televisivo ed ecco quindi che è nato il genere dell’intrattenimento, all’epoca comunemente chiamato “rivista” e più avanti più semplicemente “varietà”. Erano gli anni di Studio 1, di Canzonissima e dei varietà principalmente diretti da quel genio della regia di questo genere che è stato Antonello Falqui. Poi con il tempo il genere dell’intrattenimento è stato contaminato da ciò che arrivava dall’estero, dopo che la Rai, proprio grazie a Falqui vinse premi europei del varietà come la Rosa di Montreux.
Si passò dunque dal varietà confezionato e preparato in lunghe settimane di prove da Antonello Falqui, allo spettacolo cotto e mangiato, quasi sempre in diretta, il cui massimo anfitrione è stato Pippo Baudo.
Poi come spesso accade, i gusti cambiano, i tempi cambiano e si arriva ai tempi in cui il genere dell’intrattenimento si basa su format già pre-confezionati provenienti dall’estero. Il primo forse è stato nel 2000 il Grande fratello. Da lì si sono potenziate sempre di più le case di produzione esterne, tipo Endemol, che vendevano i prodotti alle reti televisive, dapprima private, come Fininvest/Mediaset e poi Rai. In tanti hanno sentito una certa nostalgia rispetto ai tempi di Falqui, ma la televisione, con l’avvento della tv commerciale, ovviamente e aggiungiamo naturalmente, ha messo il profitto in cima alle sue priorità e questo tipo di “outsourcing” era un giusto compromesso fra qualità e convenienza economica. Il tutto che andasse necessariamente a braccetto con il gradimento del pubblico, che doveva significare anche audience per “vendere” clienti agli inserzionisti pubblicitari.
Spesso si è definito questo sviluppo del genere dell’intrattenimento come una deriva verso un certo tipo di televisione, da alcuni bollata come tv trash. Nella realtà delle cose però, se c’è un genere televisivo che richiede una maniacale dovizia nella sua preparazione, confezione e realizzazione, questo è proprio il genere dell’intrattenimento. Comprare un format è solo il piccolo primo passo rispetto a quello che poi vediamo in onda. L’intrattenimento televisivo è un genere fra i più difficili da realizzare, qualsiasi sia il filone da cui nasce. People show non significa solo prendere un po’ di gente comune e farla interagire davanti a delle telecamere. Occorre, dopo averla trovata, porla nelle condizioni ideali affinché la si possa fare interagire sul piccolo schermo, nel miglior modo possibile e per fare questo serve una conoscenza quasi maniacale delle loro storie, che richiede molto tempo, quasi come la settimana di preparazione di Falqui per un balletto di Don Lurio nei suoi varietà.
In questo la mente va certamente a prodotti condotti e diretti da Maria De Filippi come Temptation island e C’è posta per te, che abbiamo visto sul podio nella nostra classifica degli intrattenimenti stagionali della stagione 2025-2026, insieme ad un varietà più “tradizionale” come Tu si que vales, anche questo figlio di una preparazione e di uno studio lungo ed accurato. In casa Rai invece spiccano prodotti come Ballando con le stelle, la cui maniacalità di Milly Carlucci è nota a tutti, sia nella preparazione del cast, che parte un anno prima, oltre che nella sua determinazione e cocciutaggine nel coinvolgere le star. Milly, come è noto, si occupa direttamente della confezione del programma, abiti compresi dei protagonisti. Ballando con le stelle, comunque la si voglia pensare, è una trasmissione fatta con cura e serietà ed il pubblico lo conferma con ascolti importanti da moltissimi anni.
La confezione, la cura, la scelta dei coach, dei concorrenti, insieme alla sua eleganza molto Rai1, è la forza di un altro prodotto che eccelle nella classifica degli intrattenimenti vincenti della stagione appena terminata. Il riferimento è alle tre declinazioni di The Voice, ovvero Senior, Kids e Generations, che oltre a fare ascolti molto alti, anche in collocazioni non facili come la versione Kids versus C’è posta per te, ha portato a casa un gradimento del pubblico per un prodotto che è riuscito ad essere il vero compromesso fra una Tv alla Falqui ed un prodotto figlio dei nostri tempi. L’intrattenimento televisivo dunque, oltre a confermarsi un genere elettivo (insieme alla fiction) della tv di oggi, qualsiasi sia la sua fruizione finale, eredita la complessità, la cura e la professionalità dei suoi padri fondatori. Perché se in molti hanno da sempre pensato che l’intrattenimento sia un genere facile da confezionare, quasi un riempitivo, la realtà dei fatti e delle cose, ci ha insegnato che in verità l’intrattenimento è cosa seria, anzi serissima!


