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Maria Latella, donna e social, perfetta per la direzione del Corriere
La giornalista Maria Latella

 

Di Angelo Maria Perrino

Dicono che non è facile trovare un nuovo direttore per il Corriere della Sera. Troppi azionisti, in guerra tra di loro. E soprattutto pochi giornalisti con il curriculum giusto. Per ognuno dei nomi fatti finora, dal vecchio Giulio Anselmi usato sicuro al giovane rampante Cazzullo, dall'azzimato Polito al zuzurellone Calabresi, tutti hanno delle qualità ma ciascuno ha qualche difetto ostativo.

Paolo Mieli, eminenza grigia in Rcs, a Ponza la buttò lì: e se arrivasse una donna? Buona idea, la logica delle quote rosa e del potere femminile, dilaga.

Ma quanto al nome di questa donna, il corpulento ex direttore del Corriere ebbe qualche difficoltà e alluse infine alla vicedirettrice debortoliana in attività, di cui però non riusci a ricordare nome e cognome (Stefanelli).

Ma allora, se una donna ha da essere (e sarebbe bello, al fine di creare una discontinuità anche formale con il passato), perché non pensare a una donna brava e bella (nel 1977 fu eletta "regina dei sogni proibiti degli italiani", battendo due sex simbol di allora come Claudia Koll e Alba Parietti) intelligente e trendy come Maria Latella?

Calabrese, figlia di militari, non ancora 60enne, la giornalista con il naso all'insù è laureata  in Giurisprudenza(skill che al Corriere, con tutti quei problemi di governance, aiuta).

Giornalista per aver vinto nel 1980 un concorso della Federazione della Stampa (terza su 7mila), formatasi nel quotidiano (dieci anni al Secolo di Genova, grande fucina di buoni giornalisti a partire da Giulio Anselmi, di cui la Latella fu pupilla) cronista giudiziaria prima e inviata poi, nel 1990 è approdata proprio in via Solferino, al Corrierone, dove si è occupata di politica ma anche di società e costume. E dove ha mostrato di saper crescere in un ambiente difficile e molto competitivo conquistando, dopo dieci anni, la direzione del settimanale A e imparando l'arte del team building e della gestione delle persone, quasi tutte donne, e della macchina del giornale.

Vari premi, un importante libro-scoop molto tempestivo, apprezzato anche all'estero, con la first lady Veronica Bsrlusconi, moglie pentita di Slvio, "Tendenza Veronica", un forte impegno meritocratico a favore delle donne e del loro talento (senza però scadere nelle esagerazioni del femminismo), la conduzione di importanti programmi televisivi e rubriche, come la recente "L'intervista" che va in onda  tutte le domeniche prima di pranzo su Sky, la firma da editorialsta su Il Messaggero, l'ingresso nel board di Samsung education.

Come si vede dal cirrculum, Maria ha davvero tutte le qualità e le competenze per candidarsi autorevolmente alla poltrona che De Bortoli presto libererà.

Dmenticavo: è attiva da sempre sui social network, da Facebook a Twitter, parla perfettamente l'inglese (con un eccellente pronuncia), ma sa anche il francese, facendo la spola tra Milano e Parigi, dove vive suo marito, un importante big della pubblicità, dove ha celebrato il suo matrimonio. Con qualche puntatina a Berlino, dove vive sua figlia.

Incredibile Maria, davvero una giornalista completa. Chi meglio di lei, donna colta e indipendente, nel sistema ma non del sistema, sulla poltrona coi tarli di direttore di un Corriere da ringiovanire, femminilizzare e rendere più social togliendogi di dosso la forfora dei banchieri e la schizofrenia dei poteri forti, o poteri corti?

Tags:
maria latellacorriere della seraferruccio de bortoli

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