Gli Oasis saranno allo Stadio Olimpico di Roma il 29 e 30 luglio 2027, ma per una parte del pubblico il concerto è, a dir poco, proibitivo. I prezzi vanno da 92,29 euro fino ai 651,36 euro dei pacchetti Vip. E la domanda ormai riguarda tutto il mercato dei grandi live: chi può ancora permetterseli?
Tra registrazione, codici casuali e pacchetti Vip, l’accesso ai grandi live diventa sempre più selettivo
Gli Oasis tornano in Italia dopo la reunion di Liam e Noel Gallagher e lo fanno con due date allo Stadio Olimpico di Roma, il 29 e 30 luglio 2027. Sul palco, prima di loro, ci sarà Richard Ashcroft.
Fin qui la festa.
Poi si guardano i prezzi.
Il posto meno costoso parte da 92,29 euro (posto a sedere numerato). Le altre fasce dei posti a sedere salgono a 166,12; 184,58; 221,49 e 276,86 euro. Per stare in piedi, la parte preferita dei fan (non nascondiamolo), servono 221,49 o 276,86 euro. I pacchetti Vip arrivano a 437,36; 490,86 e 651,36 euro. Tutto commissioni comprese. Esistono anche pacchetti hotel da 499 euro a persona, venduti a coppie. A 221,49 euro per stare in piedi e oltre 600 euro per un pacchetto Vip, è il prezzo che decide chi può partecipare e chi no. La classe media sta sparendo anche dai concerti. E forse vale la pena dirlo senza fare finta che sia soltanto il normale aumento del costo di un grande evento.
Nessuno pretende che un concerto costi venti euro. Nessuno chiede di cancellare il mercato, di impedire agli artisti di guadagnare o di ignorare i costi enormi di tournée, stadi, produzione, personale e organizzazione. Un grande concerto si paga ed è normale che si paghi anche tanto. Il problema arriva quando “tanto” comincia a significare oltre 200 euro per il classico posto nel prato, aggiungici poi viaggio, eventuale albergo, eventuali spostamenti e tutto quello che accompagna una serata del genere.
A quel punto una parte consistente dei fan viene semplicemente esclusa.
Non perché ami meno gli Oasis. Non perché abbia aspettato meno anni per rivedere la tantoattesa reunion di Liam e Noel. Non perché conosca meno canzoni. Semplicemente perché non può spendere quella cifra per una sera. Ed è difficile non vedere una contraddizione. La musica, almeno nella sua idea più semplice, dovrebbe riuscire ad arrivare a tutti. Dovrebbe essere quello l’obiettivo. Il mercato è indispensabile perché quella musica possa esistere, produrre spettacoli e pagare chi ci lavora. Ma quando il mercato restringe sempre di più il pubblico in base al reddito, finisce anche per consumare qualcosa del prodotto che sta vendendo.
Un concerto degli Oasis dovrebbe mettere nello stesso stadio il ragazzo che ha scoperto Wonderwall ieri, quello che li seguiva negli anni Novanta, chi ha aspettato la reunion per vent’anni e chi ha semplicemente sognato di esserci. Con cifre di questo calibro, quella mescolanza sociale diventa sempre più difficile. Poi ci si lamenta dei concerti pieni di telefoni. Del pubblico che filma ogni canzone, registra le stories e sembra più interessato a dimostrare di essere stato lì che ad ascoltare.
Forse però una domanda va fatta anche al contrario. Chi riesce oggi a permettersi con facilità certi eventi?
Se un concerto diventa un prodotto sempre più esclusivo, è inevitabile che aumenti anche la componente dello status. Essere lì diventa qualcosa da mostrare, proprio perché esserci costa tanto, è difficile e non è accessibile a tutti. Questo non significa che chi usa il telefono non ami la musica, né che chi può spendere 300 o 600 euro sia meno fan. Significa però che il prezzo seleziona il pubblico dal principio. E se continuiamo ad alzare quella barriera, non possiamo poi stupirci se cambia anche il modo in cui una parte di quel pubblico vive un concerto.
La questione va oltre gli Oasis. Negli ultimi anni il grande live internazionale ha spinto sempre più in alto il concetto di esperienza premium, Vip package, hospitality, early entry e settori differenziati. Chi vuole semplicemente entrare, ascoltare la propria band e tornare a casa rischia di trovarsi davanti a cifre che fino a pochi anni fa avrebbero rappresentato il prezzo di più concerti, non di una sola data. Nessuno deve ammazzare il mercato. Ma nemmeno il mercato dovrebbe finire per mangiare la ragione stessa per cui esiste un concerto: migliaia di persone diverse che si ritrovano nello stesso posto per ascoltare la stessa musica.
Se i grandi live continuano a trasformarsi in prodotti semi-esclusivi, una parte dei fan resterà fuori. E non saranno necessariamente quelli che amano meno la band. Saranno quelli che, molto più semplicemente, guadagnano meno. A quel punto non è più soltanto una questione di prezzi. È il senso stesso dell’esperienza che comincia a non reggere, anzi diciamolo: non regge ormai da anni.
Oasis a Roma, come comprare i biglietti
Prima ancora dell’apertura della vendita bisogna superare una prima selezione. Gli interessati devono registrarsi entro le 17:00 di giovedì 17 settembre: “Considerata la domanda estremamente elevata prevista per Oasis Live ’27 e per offrire ai veri fan la miglior possibilità di acquistare i biglietti, è stato introdotto un processo di registrazione per accedere alla vendita”, si legge nel sito.
La registrazione non assicura però l’accesso alla vendita. Tra chi avrà completato la procedura verranno selezionati casualmente gli utenti che riceveranno un codice univoco: “La registrazione è l’unico canale pubblico per accedere ai biglietti di Oasis Live ’27. Inserisci i tuoi dati per avere la possibilità di ricevere un codice univoco che ti consentirà di accedere alla vendita dei biglietti. I partecipanti alla registrazione saranno selezionati in modo casuale per ricevere un codice univoco. La registrazione non garantisce che riceverai un codice, né che potrai acquistare i biglietti qualora ricevessi un codice. La registrazione è aperta da ora fino alle 16:00 BST / 17:00 CEST / 8:00 PT / 11:00 ET di giovedì 17 settembre. Importante: per acquistare i biglietti dovrai avere un account Ticketmaster. Per la registrazione dovrai utilizzare lo stesso indirizzo e-mail associato al tuo account Ticketmaster. Le informazioni fornite saranno utilizzate da Oasis e Ticketmaster per gestire il processo di registrazione (incluso l’accesso alla vendita), in conformità con i Termini e Condizioni”.
Ogni codice permetterà di acquistare fino a quattro biglietti. Per partecipare servirà un account Ticketmaster e l’indirizzo e-mail utilizzato per la registrazione dovrà essere lo stesso associato all’account.
Quanto costano i biglietti degli Oasis all’Olimpico
I prezzi dei posti a sedere sono:
- 92,29 euro
- 166,12 euro
- 184,58 euro
- 221,49 euro
- 276,86 euro
Per il settore in piedi sono previste due fasce da 221,49 e 276,86 euro.
I pacchetti Vip costano 437,36, 490,86 e 651,36 euro, mentre i pacchetti hotel partono da 499 euro a persona e vengono venduti a coppie. Tutte le cifre indicate comprendono le commissioni.
Tutte le date del tour Oasis Live ’27
- Glasgow, Celtic Park: 21, 23, 25, 28 e 29 maggio
- Manchester, Etihad Stadium: 4, 6, 8, 11, 12, 15, 18, 19, 22, 25 e 26 giugno
- Monaco, Allianz Arena: 2 e 3 luglio
- Barcellona, Stadio Olimpico: 10 e 11 luglio
- Amsterdam, Johan Cruyff Stadium: 16 e 17 luglio
- Parigi, Stade de France: 23 e 24 luglio
- Roma, Stadio Olimpico: 29 e 30 luglio
- Boston, Gilette Stadium: 10, 13 e 14 agosto
- Las Vegas, Allegiant Stadium: 20, 21 e 24 agosto
- Slane Castle, Irlanda: 4 e 5 settembre
- Knebworth House, Inghilterra: 11, 12, 18 e 19 settembre
Il tour comprende per ora 38 concerti. Le due serate romane saranno le ultime nell’Europa continentale prima delle tappe statunitensi di agosto.


