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Ecco il documento del cdr di Radio 24

 

 

Il Cdr annuncia le sue dimissioni a poco più di 3 mesi dalla scadenza naturale del mandato.

Lo fa per ragioni ben precise e comunque consapevole di dovere delle spiegazioni.

Riteniamo che in radio ci siano troppe differenze. Il Contratto è unico - almeno sulla carta - e il Cdr ha il compito di garantirne il rispetto. Ma in questa redazione sussistono troppe disuguaglianze, nelle buste paga e nella vita lavorativa.

Una sintesi non è praticabile se non cercando di intervenire sulle diversità che permettono a colleghi - definiamoli come più "fortunati" - di essere trattati come dei liberi professionisti (stipendi più alti perché trattati singolarmente sulla base di una visibilità acquisita; manager che li gestiscono come marchi indipendenti dalla radio; orari di lavoro flessibili e possibilità di registrare in relazione ai propri impegni).

Liberi professionisti - con la garanzia del posto fisso però - rispetto ad altri che sono tenuti invece al rispetto integrale (orari compresi) di quel Contratto che tutti dovremmo aver firmato.

Il divario tra conduttori e "turnisti" del gr è diventato incolmabile, il passaggio da un ruolo all'altro impraticabile, considerando i numeri e anche le libere scelte. Una serie di promozioni di rilievo - sempre ben accette - ha creato innegabili difficoltà nella gestione ordinaria della turnazione giornaliera, lasciando solo 17 persone a ruotare e rendendo necessarie nuove promozioni. E oggi 9 colleghi sono senza qualifica (solo 9), tra cui alcuni veterani della radio.

Chiedere che la caporedazione avesse una turnazione legata alla messa in onda è stato interpretato da alcuni quasi come una cattiveria. Una richiesta assurda, quasi che non si trattasse dell'applicazione del Contratto e, in generale, di una regola di buon senso.

Chiedere che tutti i redattori ordinari, secondo vari step, potessero diventare vicecaposervizio per meglio organizzare il lavoro è diventato motivo di polemica per la scelta dei redattori promossi in questi mesi, come se il Cdr avesse il compito e la facoltà di proporre promozioni e fare nomi.

L'art. 34 del Contratto assegna al Cdr compiti specifici: ma dei 5 ben descritti, solo il primo ci è stato possibile svolgere senza interferenze. Una delegittimazione costante ha impedito che le ragioni dei singoli, dei tanti che a noi si sono rivolti, potessero trovare ascolto.

Il Cdr deve tentare la conciliazione delle controversie individuali o tra colleghi: ma come, se qualunque richiesta relativa alla posizione di un singolo è stata pubblicizzata come intervento a favore di qualcuno e contro qualcun altro?

I nostri pareri sui programmi nuovi, sull'organizzazione del lavoro, sono spesso stati visti come una ingerenza. Continuiamo a pensare però che rientri nei compiti del Cdr rilevare che un'ora di programma "freddo" dalle 10 alle 11 "spenga la radio", come infatti sta accadendo.

Continuiamo a pensare che rientri nei compiti del Cdr far notare quando il livello di un programma non è più in linea con la radio. Altrove se ne sono accorti in tempi molto rapidi.

Nelle ultime settimane, però, la delegittimazione si è spinta troppo oltre: controlli di produttività, inoltro di mail personali, sottolineatura di momentanei - si spera - malesseri legati proprio allo stress lavorativo, fino a sostenere che oggi non c'è più consenso nei confronti dell'attività del Cdr.

E' per questo che, seppur consci della difficoltà del momento, ci dimettiamo obbedendo all'onestà intellettuale che ha sempre caratterizzato il nostro lavoro.

Il Cdr

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