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Rai, "tempi lunghi" per il piano Gubitosi: tutti gli sprechi di Viale Mazzini

Quarantadue mesi per per realizzare il piano tg approvato dal cda Rai. Un piano che, a regime, fra tre anni, consentirà di risparmiare 70 milioni l'anno. Serviranno invece 27 mesi per trasformare gli uffici di Saxa Rubra in modo da ospitare la nuova organizzazione redazione "per testate omogenee". "Sarebbe più semplice fare tutto da zero", ha affermato il dg Luigi Gubitosi. Per questo, come spiegato dal direttore generale in Vigilanza, i tempi saranno lunghi. "Dobbiamo partire dall'esistente".    

"L'esistente" non è costituito solo da muri e stanze poco adatte all'open space, più appropriato per un'unica newsroom. E' anche costituito dal carrozzone di incarichi e stipendi pesanti che i giornalisti Rai possono vantare. L'informazione Rai è una macchian che si muove con 1581 giornalisti a tempo indeterminato. La metà guadagna più di 105 mila euro. I capo-servizio sono 279. I dirigenti (da copo-redattore in su) sono 303, con stipendi dai 120 mila ai 240 mila dollari (soglia massima consentita dalla società). 

I numeri, pubblicati dal Fatto Quotidiano, raccontano anche di 64 inviati speciali (126 mila euro ciascuno) e 150 vice capiredattori. I redattori ordinari sono 688: poco meno della metà, segno di uno squilibrio tra "sottoposti" (pochi) e "capi" (troppi). Anche i redattori ordinari, comunque, possono vantare stipendi fuori mercato: 85 mila euro l'anno. Il piano Gubitosi prevederebbe una riorganizzazione che dovrebbe diminuire il numero delle poltrone e, di conseguenza, degli incarichi di peso. Anche se dovrà fare i conti con le tutele che vietano di imporre un passo indietro nell'organigramma redazionale. Gubitosi, quindi, rischia ancora di dover affrontare quel "muro" che  aveva detto essere caduto dopo il via libera del Cda.   

L'ALTERNATIVA DELL'USIGRAI - Il sindacato dei giornalisti si è detto contrario al piano. E  proposto l'alternativa RaiPIU'. Un'idea ancora da definire. “E’ iniziato dal Giornale Radio Rai il confronto con le Assemblee di redazione sulla piattaforma RaiPIU’, proposta dall’Usigrai, per la riforma del Servizio Pubblico”, si legge in una nota dell’esecutivo Usigrai. “NewsGathering unico, direttore delle news scelto per selezione pubblica, informazione di rete che torna all’interno dei tg, potenziamento della presenza capillare sul territorio – prosegue la nota -. Questi alcuni elementi cardine del piano. Oggi il confronto con il Segretario dell’Usigrai a Perugia e Firenze. E domani a Genova, Torino e Aosta. Venerdì al Tg3. La chiusura è fissata per il 18 marzo a Palermo. Poi il referendum tra le giornaliste e i giornalisti della Rai che si terrà dal 19 al 22 marzo. Una grande occasione di partecipazione per dire che il cambiamento, il rilancio e il futuro della Rai Servizio Pubblico parte dall’interno”.

RIFORMA DELLA RAI - Il piano Gubitosi si ferma all'organizzazione dell'informazione. Ma la riforma organica dell'intera azienda è sul tavolo dei partiti. Dopo il M5S, è arrivata anche la proposta di Sel, con un Consiglio delle garanzie che eleggerà il Consiglio di amministrazione, di cui solo sei membri su ventuno sono indicati dal Parlamento. I 5 stelle vogliono invece abolire la Vigilanza senza creare un'alternativa (anche se meno "politica"). Il dialogo è aperto, tra aperture e cambi di direzione interni a M5S e Pd. L'impressione è che trovare la soluzione non sarà semplice.  

 

 

 

 

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