La battaglia tra Diego Della Valle e John Elkann si sta trasformando in guerra totale. A dimostrarlo c’è la conferma ufficiale delle dimissioni di Carlo Pesenti dal cda del gruppo. Dopo le solite parole di circostanza (“la decisione è dovuta ai numerosi e crescenti impegni nel gruppo Italmobiliare”), neppure il solitamente cauto comunicato ufficiale ha potuto tacere che a pesare sulla decisione sia stata “la mancanza di coesione in Consiglio e tra azionisti rispetto all’attività della Società, nonché alcune scelte industriali e strategiche che non ha appieno condiviso”.
Anche Pesenti sarebbe scontento dell’egemonia Fiat. Pare che abbia pesato la decisione di comprare il portale internet di viaggi Hotelyo, senza passare per il cda. Una scelta sulla quale aleggia l’ombra del conflitto d’interessi: l’operazione Hotelyo è frutto di un accordo con BravoFly Rumbo, società partecipata dalla Lamse di Andrea Agnelli, cugino di Elkann.
Tra gli scontenti anche Urbano Cairo, secondo il quale la vendita di Via Solferino sarebbe “penalizzante per i conti aziendali”. Gli insulti tra Elkann (che ha accusato Tod’s di essere un’impresa nana) e Diego Della Valle (che ha definito il presidente Fiat “un imbecille”) sono solo la dimostrazione più evidente di uno scontro che si prepara alla battaglia finale.
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La lotta tra mr Tod’s e mr Fiat non si ferma alle porte di via Rizzoli. Non polarizza solo i soci ma anche altri attori del capitalismo italiano. Guido Barilla ha scelto da che parte stare: “Credo che fra Diego Della Valle e John Elkann che si accusano l’un l’altro di essere ‘un piccolo imprenditore’ o ‘uno che non ha mai lavorato’ ci sia dell’altro”, ha affermato a Mix24 di Giovanni Minoli. “Penso che il percorso che Della Valle ha fatto con la sua azienda in Italia sia un percorso straordinario che vede ogni giorno un impegno e la sottoscrizione all’impegno. Io sto più dalla parte di Della Valle. Perché noi siamo come Della Valle in realtà”. Zucchero per Tod’s, carbone per Fiat: Ha avuto molto dal nostro paese, Confindustria è stato lo strumento della Fiat verso il quale…quando non è più servita l’ha mollata”.

